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mercoledì 14 dicembre 2016

Life



Non rinunciare a fare qualcosa solo perché non puoi fare tutto

Accendiamo la TV e ascoltiamo ancora di un disastro naturale che ha colpito una nazione: centinaia di morti, migliaia di feriti, innumerevoli persone evacuate dalle proprie case. Qualcosa colpisce il nostro cuore. È dolore? È compassione? È pena? Qualunque cosa sia, la sensazione scompare quando cambiamo canale. Presto, le immagini della distruzione e dei volti sofferenti scivolano via, la memoria dimentica presto in mezzo alle comodità della vita.


Forse il povero e il dolore non hanno nemmeno toccato il tuo cuore. Dopotutto, loro sono lì e tu sei qui. Se vivi in un posto con un'ampia influenza di immigrati, tu potresti anche percepire questi "stranieri" come una minaccia per la società: persone che sono qui per rubare il lavoro, stravolgere il sistema, distruggere decenni di tradizioni.
È facile pensare "lontano dagli occhi, lontano dal cuore". Forse alcuni di voi hanno già donato e sono già andati a soddisfare i bisogni dei poveri, degli indifesi e dei trascurati. "Cos'altro è richiesto a me?" ti chiedi.
La chiesa deve riconoscere che siamo stati chiamati a portare continuamente il cuore del Padre per abbracciare sempre i poveri e soddisfare le loro esigenze, sia fisiche che spirituali. La chiesa non può proclamare l'amore di Dio senza amare i propri vicini. Inclusi gli "stranieri" nella tua terra.
Dio ha chiamato ognuno di noi ad essere Suo partner per il cambiamento del nostro mondo. Questa è la stessa chiamata che fece alla prima chiesa più di 2000 anni fa.  Con atti di terrorismo, tensioni etniche e religiose, la fame diffusa e la povertà, le catastrofi naturali, il traffico umano in aumento, viviamo in un tempo nel quale le persone chiedono a gran voce un cambiamento.
Dio non ci ha mai dato l'opzione di allontanarci dai problemi del mondo. Deuteronomio 15:11 ci ricorda: "Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti do questo comandamento e ti dico: apri generosamente la tua mano al fratello povero e bisognoso che è nel tuo paese".
Forse credi che le azioni di un uomo solo sono insignificanti. Dopotutto cosa può fare una sola persona per cambiare il mondo?
"Non rinunciare a fare qualcosa solo perché non puoi fare tutto".
Queste sono le parole di Robert Pierce, un uomo con una passione per le persone così grande da iniziare World Vision International and Samaritan's Purse. Io e te forse non siamo stati chiamati per creare organizzazioni ma possiamo ancora fare qualcosa per i bisogni dei poveri, degli indifesi, dei trascurati attorno a noi.
Chiesa, i poveri non ci sono solo nei paesi in via di sviluppo, sono anche nelle nostre nazioni e comunità. Anche nella ricca Singapore (la nazione dove io sono Pastore) ci sono famiglie senza casa, anziani che lavorano fino alla morte, e bambini che si chiedono quando riceveranno il loro prossimo pasto. C'è molto che possiamo fare per alleviare le sofferenze anche di una sola persona, ed è portare nelle loro vite la speranza che si trova in Cristo Gesù.
Cosa possiamo fare?
Prima di tutto, tu ed io abbiamo bisogno del cuore di Gesù che serviva senza sosta perché lui "vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non  hanno pastore." (Matteo 9:36). Se vogliamo guardare i poveri, gli indifesi e i trascurati come li guardava Gesù, si richiede un tocco soprannaturale di Dio - un livello di compassione che è ben oltre quello che abbiamo adesso. Se Lui può trovare pregiudizio e apatia nel tuo cuore, pentiti e decidi di andare avanti con grande amore per i tuoi vicini. Abbiamo anche bisogno di nutrire il battito cardiaco del cuore di Dio, integrando uno spirito missionario nella nostra vita di tutti i giorni.
Ogni volta che ringrazi per il cibo, prega per quelli che sono affamati. Ogni volta che ricevi la tua busta-paga, prendi una parte da donare alle organizzazioni che aiutano i poveri, gli indifesi e i trascurati. Tieni delle monete nel tuo portafoglio in modo da essere sempre pronto a donare a chi ne ha bisogno.
Sii come Gesù che è venuto a servire e non per essere servito (Marco 10:45).
Faremo quello che Dio si aspetta da noi? Si rialzerà la chiesa per proclamare la buona notizia attraverso le parole e le azioni?
Io so che lo farò. La mia preghiera è che tu scegli di farlo adesso.

Dominic Yeo



Don't fail to  do something just because you can't do everything

We turn on the TV to hear the news of a natural disaster affecting a nation: hundreds dead, thousands injured, countless others evacuated from their homes. Something tugs at our hearts. Is it sorrow? Pity? Grief? Whatever it is, the feeling disappears once we switch to another channel. Soon, the images of destruction and faces of the suffering slip away, a memory soon forgotten amidst the comforts of life. Perhaps the poor and hurting have not even gripped your heart. After all, they are there and I am here. If you live in a land with a large influx of migrants, you might even perceive these "foreigners" to be a threat to society: people who are here to steal jobs, game the system, and disrupt decades of tradition. It's easy to think "out of sight, out of mind." Perhaps some of you have already given and gone to meet the needs of poor, helpless, and neglected. "What more is required of me?" you ask.
The Church must recognize that we have been called to continually carry the Father's heart to constantly embrace the poor and meet their needs, both physically and spiritually. The Church cannot proclaim to love God without loving her neighbors. That in-cludes loving the "strangers" in our land. God has called each us to be His partners in changing our world. This was the same call He issued to the early church over 2,000 years ago. With acts of terrorism, ethnic and religious tensions, widespread hunger and poverty, natural disasters, epidemics, and human trafficking on the rise, we live in a time where people are crying out for change. God never gave us an option to turn away from the problems of the world. Deuteronomy 15:11 reminds us that, "the poor will never cease to be in the land; therefore I command you, saying, 'You shall freely open your hand to your brother, to your needy and poor in your land" We cannot claim ignorance when our neighbor is in need, not now, not ever. Perhaps you believe that the actions of one man are insignificant. After all, what can one person do to change the world?
"Don't fail to do something just because you can't do everything".
These are the words of Robert Pierce, one person with a passion for people so great that he started World Vision International and Samaritan's Purse. You and I may not be called to start such organizations but we can still do something to meeting the needs of the poor, helpless, and neglected around us.
Church, the poor are not just in developing countries, they are also in our own nations and communities.  Even in affluent Sin-gapore (the nation where I pastor), there are families without homes, elderly who work until they die, and children who wonder they will get their next meal. There is much we can do to alleviate the suffering of even one person, to bring into their lives the hope that is found in Jesus Christ.
What can we do?
First, you and I need to take on the heart of Jesus who ministered relentlessly because he "had compassion for [the crowds], be-cause they were harassed and helpless, like sheep without a shepherd" (Matthew 9:36). If we are to see the poor, helpless, and neglected as Jesus sees them, it requires a supernatural touch from God - a level of compassion that is far beyond what we have now.  If He reveals prejudice or apathy in your heart, repent and decide to move forward with greater love for your neighbors. We also need to nurture God's heartbeat by integrating the spirit of missions into our everyday life. Every time you give thanks for food, pray for those who are hungry. Whenever you receive your paycheck, set aside some of it to give to organizations that help the poor, helpless, and neglected. Keep small notes in your wallet so that you are always ready to give to someone in need. Be like Jesus who came to serve and not be served (Mark 10:45).
Will we do what God expects of us? Will the Church rise up to proclaim the Good News through our words and actions?
I know I will. My prayer is that you will choose to do the same.

Dominic Yeo


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