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mercoledì 14 dicembre 2016

Echo Come

"Echo Come"
HILLSONG Conference Europe 2016
| July 27 - July 29, 2016 |
THE O2 ARENA - LONDON






Pensate sia un azzardo paragonare la vita cristiana ad lungo viaggio?
Io non credo, anzi, dalla mia esperienza è la migliore definizione che riesco a darne. Un "viaggio dello spirito" che ti porta a conoscere sempre di più, ad amare la diversità e comprendere che Dio non possiamo "confinarlo" in una religione, denominazione o idea.
Una volta un saggio disse: "Più si giudica, meno si ama". È diventato un pò il mio motto. Perché tanti e troppo sprecano le proprie energie per giudicare, condannare, senza prima aver conosciuto. Per poter aprirsi alla conoscenza di realtà e situazioni diverse dalla propria, è necessario liberarsi di un virus che acceca molti: il pregiudizio. Non vuol dire cedere al buonismo, al qualunquismo o rinunciare allo spirito critico, anzi.  Significa semplicemente essere pronti a mettere in discussione anche il proprio pensiero. Solo così saremo tutti "cristiani coraggiosi". Ed è con questo spirito ed attitudine che ho partecipato alla conferenza europea di Londra della Hillsong Church.


Ho visto da vicino una delle realtà più conosciute e talvolta discusse del pentecostalismo moderno. Nella mia vita, sia come giornalista che come credente, ho imparato che il "dato reale", quello che vediamo, sentiamo e percepiamo con il nostro cuore ed i nostri occhi è sempre più attendibile del "sentito dire". Molto spesso parliamo e sentenziamo su realtà e situazioni che nemmeno conosciamo. Ma ricordiamoci che nella vita non si smette mai di imparare. "Esplorare i propri limiti conduce alla scoperta di territori vastissimi", diceva un saggio uomo.
Iniziamo ad analizzare qualche dato. Hillsong Church nasce a Sidney nel 1983, fondata da Brian Houston e sua moglie Bobbie. Inizialmente si chiama "Hills Christian Life Centre" facendo parte di un nucleo di chiese cristiane australiane, di matrice pentecostale, legate alle "Assemblee di Dio".
Ho più volte definito questa chiesa un "fenomeno metropolitano". Questa è la mia prima analisi, perché si serve di usi e linguaggi difficili da inserire in un contesto diverso da quello delle grandi metropoli. Si rivolge ad una sfera della società altrimenti priva di riferimenti spirituali ed ecclesiali. Ha colmato un grande vuoto nella società.
Hillsong Church ha una dottrina che si inserisce nel filone della teologia pentecostale classica. Diversa la questione degli usi e costumi, dove hanno avuto un'evoluzione diversa dal resto del pentecostalismo classico avendo interpretato e coniato nuovi linguaggi spirituali.
La musica riveste un aspetto fondamentale. 12 milioni di copie vendute in tutto il mondo hanno rappresentato il "biglietto da visita" di questa chiesa. Il loro successo nasce prima di tutto a livello musicale, ma sarebbe sbagliato e riduttivo pensare che siano solo un "fenomeno musicale". Più note invece le critiche riguardo gli aspetti finanziari, la mancanza di una solidità dottrinale e l'utilizzo degli usi e costumi "troppo moderni" e al passo con i tempi. Ho approfondito questi aspetti, ma non vi è nulla di serio contro cui accanirsi. Ciò su cui si può discutere è appunto l'utilizzo di linguaggi e metodi per alcuni inaccettabili, ma che forse sono semplicemente diversi. Ma su questo si potrebbe discutere all'infinito. La storia invece personale di Brian Houston è travagliata e questo mi ha convinto, ancora di più, che soprattutto per le cose grandi, vale il detto:
"... tutto nasce dal dolore".
Brian Houston ha coniato un aforisma che dovrebbe essere un pò il motto di vita di ciascuno di noi: "Se vivi con la visione di Dio e la causa di Cristo metterai sotto sopra il mondo. Nella vita sarai un vincente". Non si tratta di autoconvincersi delle proprie capacità, ma semplicemente di credere nella potenza di Dio, del Suo Spirito Santo. Tutto ciò si realizza sperimentando Gesù nel proprio cuore. Oltre ventimila giovani hanno potuto leggere questo verso durante uno dei momenti più significativi della conferenza, in cui eravamo raccolti tutti in una solenne adorazione: "Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo..." (Romani 10:9).
Le esperienze spirituali che mi porto nel cuore di questa esperienza sono innumerevoli. Momenti di adorazione profonda, messaggi potenti, predicazioni ispirate. Storie di uomini e donne arresi a Cristo.  Mi ha colpito un passaggio della predicazione del pastore Steven Furtick.  Mi servirò di questo fotogramma per spiegarlo.
Il numero 1 rappresenta il posto in cui ci troviamo. Il numero 2 rappresenta quello in cui vorremmo essere, con la nostra vita spirituale. La distanza tra questi due punti è il passaggio che da soli non riusciamo a compiere. Perché abbiamo bisogno di Dio, di una fede arrendevole. E nel compiere ogni giorno un sforzo per raggiungere il punto due, bisogna ricordarsi del punto 3! Di dove eravamo e di dove siamo oggi per la grazia di Dio. Perché "...tramite la fede Dio ti dà una prospettiva!" ha esclamato il pastore ispirato da Dio durante il suo sermone. Probabilmente spesso arriveremo alla disperazione, maturando l'idea che nulla cambierà! Quando questi pensieri ci assalgono allora guardiamoci indietro e riflettiamo su dove eravamo. "Guarda quanto lontano è quello che eri e quanto vicino è quello che vuoi essere. Forse non sei come vuoi essere ma non sei nemmeno come eri. Non sei dove vuoi essere ma non sei nemmeno dove eri prima... Aspetta affinché tu possa diventare tutto quello che Dio ti ha chiamato ad essere...". Ricordo esattamente che mentre il pastore predicava ho avuto un sussulto al cuore. Ed ho lodato Dio, insieme a tanti miei amici lì presenti. Capisco che molti provano delle resistenze naturali per alcuni modi di vedere, di concepire la vita ecclesiale, così differenti dai nostri. Queste righe non vogliono avere la presunzione di farvi cambiare idea. Non ho questa ambizione, non ho questo desiderio e non ho questa presunzione. Voglio semplicemente ribadire che Dio opera sui quattro canti della terra, in modi e misure che non ci è dato per forza di comprendere. Non dobbiamo importare modelli di chiesa, ma nemmeno demonizzarli se giungono in mezzo a noi. Sarebbe un grave errore ed un giudizio contro l'opera di Dio nel mondo. Infine desidero condividervi questa riflessione di Paolo Coelho, noto scrittore: "Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perché ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un'altra è pensare che il tuo sia l'unico cammino".

Alessandro Iovino


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