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martedì 20 dicembre 2016

Crocifissione bianca



Una testimonianza dal passato nel presente.
Mi chiamo Marc Chagall o meglio Moishe Segal e sono stato il pittore più importante che la Bielorussia abbia mai avuto; non voglio parlarvi delle mie glorie ma bensì della gloria divina.
Nacqui a Liosono (presso Vitebsk il 7 luglio del 1887) in una famiglia di cultura e religione ebraica. Non ho avuto un'infanzia grandiosa, i miei genitori erano poveri e niente poteva prefigurare che un giorno fossi diventato un'artista. Mia madre diceva sempre: "Meglio che diventi ragioniere!". Lei pensava che fosse importante avere un mestiere che mi aiutasse a sopravvivere, a resistere e, magari diventare benestante. E siccome, ripeto, provenivo da una famiglia semplice, la mia coscienza creativa si nutriva dagli oggetti di casa: annunci della città, disegni primitivi degli artigiani popolari ma soprattutto oggetti religiosi del culto.
"Ho sempre ritenuto che la Bibbia sia la fonte cui hanno attinto, come in un alfabeto colorato, gli artisti di tutti i tempi" ed è proprio grazie a questo libro che Ebrei e Cristiani si riconoscono fratelli. Sono stati gli artisti gli interpreti più noti della Bibbia; dai dipinti catacombali alla cappella degli scrovegni di Giotto sino alla Sistina michelangiolesca. Tra il 1935 e il 1956 ho cercato nel modo più ingenuo e solare di dare una mia interpretazione della Bibbia (Il racconto biblico). Ho iniziato a dipingere prestissimo, le mie opere, spesso infantili, testimoniavano e testimoniano il fatto che Dio mi ha cambiato trasformandomi in un piccolo fanciullo. È stato solo grazie al mio Signore se sono riuscito a portare il mio mondo e la mia fantasia "midrashica" (metodo ebraico di interpretare e commentare il testo biblico) là dove l'angoscia del Nazismo stava soffocando il Mondo. In quegli anni Goebbels fece bruciare i miei dipinti ma nonostante ciò l'amore del Padre mi ha sempre incoraggiato a farmi portavoce della speranza con le mie opere e fu in questo periodo che dipinsi la Crocifissione Bianca che raffigurava il mio grido di compassione per i connazionali perseguitati. Tra il 1959-69 realizzai le vetrate per la Sinagoga del centro medico di Gerusalemme con le 12 tribù d'Israele e le Vetrate Americane di Chicago sempre a soggetto biblico.
Caro lettore,
"La pittura, il colore, non sono forse ispirati dall'Amore? La pittura è solo il riflesso del nostro io interiore e per questo stesso la maestria del pennello è superata, non conta affatto. Il colore con le sue linee contiene il vostro carattere e il vostro messaggio. E poiché la vita va inevitabilmente verso la fine vediamo, durante la nostra, di colorarla con i nostri colori di amore e speranza. In questo amore si trova la logica sociale della vita e l'essenziale di ogni religione. Per me la perfezione, nell'arte e nella vita, è sgorgata da questa fonte biblica. Senza questo spirito, la sola meccanica logica e di costruttività, nell'arte e nella vita non porta frutti. Fin dalla mia giovinezza sono stato affascinato dalla Bibbia. Mi è sempre sembrato e mi sembra ancora la più grande fonte di poesia di tutti i tempi... Se gli uomini volessero leggere con più attenzione la parola dei profeti, potrebbero trovarvi le chiavi della vita. [...] Come una madre con amore e dolore mette al mondo un bambino, i giovani e i meno giovani costruiranno il mondo dell'amore con un nuovo colore e tutti potranno parlare di questo sogno, lontano dalle malvagità e dalla violenza. È possibile questo sogno? Credo di si. Nell'arte come nella vita tutto è possibile se si comincia dall'amore". Marc Chagall (1887-1985)

Rosanna Di Fiore


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