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lunedì 13 giugno 2016

We will not be shaken



Era un mercoledì, quasi le 07:30 del mattino. Mancava qualche minuto al trillo della sveglia dell’Iphone che ogni mattina spezza le mie poche ore di sonno. Pensavo di prepararmi ed iniziare la giornata di lavoro che ogni giorno, grazie a Dio, mi aspetta nel negozio di strumenti musicali, settore batterie e percussioni! Non immaginavo però che quel mercoledì sarebbe stato diverso.
Mi sentii toccare forte il braccio e chiamare con tono calmo ma deciso: “Svegliati, dobbiamo correre in chiesa, stanotte ci hanno derubati!”. Era mio padre.
Saltai dal letto e non riuscivo a crederci. Erano passati solo tre mesi dall’ultimo furto. Mio padre, arreso, riuscì solo ad annuire con la testa, come per rispondere ai miei pensieri. Erano tornati a prendere ciò che non erano riusciti a portare via in precedenza. Di corsa in chiesa per constatare che questa volta avevano fatto un “bel” lavoretto! Rotto tutto il sistema d’allarme, preso tutto ciò che utilizzavamo per svolgere le nostre attività. Dall’impianto audio a quello video.
Giravo incredulo per le stanze della chiesa insieme ai carabinieri. Pensavo ai sacrifici che negli anni avevano permesso la realizzazione di quello che in pochi minuti quei ladri ci avevano portato via! Quella mattina andai a lavoro triste e nervoso. Non riuscivo proprio a capire come si potesse pensare di entrare in una chiesa e rubare... Di certo non avevo dei buoni sentimenti e dei buoni propositi verso quelle persone. Se li avessi avuti di fronte non so se sarei riuscito a porgere l’altra guancia! Passarono dei giorni e le difficoltà per lo svolgimento delle varie attività non erano poche. Pensavo ad AreaG, il nostro spazio giovani. La sala era stata privata di tutto. Cosa potevo fare? Dovevo fare qualcosa! Anche perché “se un membro soffre, tutte le membra soffrono” ed in quel caso era proprio cosi.
Una notte, come in tante altre, nella mia mente c’era una canzone che ogni giovedì da mesi accompagnava le nostre serate: “E nient’altro importa né mai importerà, Gesù tu sei il centro, tutto ruota intorno a te”. Pensavo, pensavo, pensavo. “Sarebbe bello incidere i brani che cantiamo con tutti i ragazzi in modo da poterli ascoltare sempre!” In quel momento collegai tutto. Un cd poteva essere un modo per presentare il nostro amico Gesù a tanti altri ragazzi ed era il modo in cui potevamo fare qualcosa per aiutare la chiesa a ricomprare l’occorrente per AreaG. Non ero nella pelle… ma appena pensai alle infinite difficoltà che avrei incontrato per realizzarlo mi arresi subito. Chi poteva programmare tutto… e lo studio di registrazione, l’aspetto economico... Troppe cose frenarono subito il mio entusiasmo ma... grazie a Dio per gli amici, specie quelli che amano Dio ed hanno i tuoi stessi sentimenti quando si tratta di rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare per il Suo regno!
Nel gruppo musica di AreaG c’era uno dei miei migliori amici, Daniele. Bravissimo ad utilizzare il computer e i software di registrazione, tutto fondamentale per la programmazione musicale di un cd. Gliene parlai. Gli spiegai le motivazioni e… si mise subito all’opera!!! Ma restava ancora un grosso ostacolo da dover superare e non sapevamo proprio come: lo studio di registrazione! Ogni giornata in uno studio non sarebbe costata poco! Daniele riuscì solo a dire: Dio sarà con noi anche per questo problema, preghiamo. Nel frattempo lui continuava il suo lavoro di programmazione ed io gli facevo compagnia fino a tarda notte. Iniziavamo alle nove di sera, dopo aver finito la nostra giornata di lavoro! Il lavoro, grazie a Dio per il lavoro! Conosci tante persone ed ogni persona è un mondo da scoprire, sicuramente diverso dal tuo mondo ma attraverso il quale puoi crescere, capire tante cose e capire anche che non solo nella tua chiesa ci sono i cristiani e non solo nella tua chiesa esistono persone che amano Dio e il Suo regno! Qualche mese prima, insieme a Daniele, suonai per lavoro, ad un concerto di una cantante la cui casa discografica era la Zeus Record, uno studio di registrazione storico di Napoli. Ha “sfornato” tanti grandi artisti tra cui Massimo Ranieri. A quel concerto io e Daniele incontrammo Ciro! Figlio del proprietario della Zeus Record. Da mesi ormai avevamo davvero un bellissimo e sincero rapporto d’amicizia. Cinema, pizze, serate e serate insieme. E poi, c’era anche altro. Non frequentava la nostra stessa chiesa ma avevamo un amico in comune: Gesù! Un sabato sera tra tanti discorsi io e Daniele raccontammo a Ciro del CD. Ascoltava interessato. Poi da buon discografico disse: “Bello e dove lo registrate?” Ottima domanda. Ma non avevamo la risposta. Con Daniele pensavamo che se non fossimo riusciti ad andare in uno studio, gli strumenti li avremmo registrati nella sala prove della chiesa con le poche cose che avevamo a disposizione, pregando che il risultato sarebbe stato quantomeno decente! Questa fu anche la nostra risposta a Ciro, che non sembrava appoggiare la cosa.
Poi aggiunse: “Ragazzi ho un’idea, lunedì mattina passate in studio da mio padre, parlategli di questa cosa, spiegategli i motivi e vedete cosa vi risponde. Poi fatemi sapere!” Aspettai con ansia quel lunedì che finalmente arrivò e prima di andare a lavoro passai per lo studio! Sapevo che di fronte avevo il padre di Ciro, un cristiano, che ama Dio, come lo amo io! Spiegai tutto e in quel momento io e Daniele ascoltammo questo: “Ho capito bene i vostri motivi e i vostri sentimenti ed io voglio mettervi il mio studio a disposizione, gratuitamente, portate a termine questo lavoro nel miglior modo possibile”. Un miracolo! Uno degli studi di registrazione più importanti di Napoli si era offerto di produrre il disco gratuitamente! Eravamo senza parole. Portammo avanti il lavoro con tantissimo entusiasmo ed anche qualche certezza, la più importante era che il Signore restava sempre accanto a noi! La parte migliore del lavoro è stata la collaborazione della maggior parte dei ragazzi del Team musica di Area G. Vedere l’impegno, il sacrificio, l’unione e la volontà di tutti è stato per noi fantastico: passano gli anni, passano le persone ma l’opera di Dio continua, stravolge le vite e cambia i cuori! Ho visto questo in tutti gli amici che hanno contribuito alla realizzazione di questo lavoro: Gesù al centro delle nostre vite e la certezza che può diventare il centro anche della vita delle persone che hanno ascoltato e ascolteranno questo “miracolo”. In cima a questa storia, parlando delle persone che hanno compiuto il furto, ho scritto: “Di certo non avevo dei buoni sentimenti e dei buoni propositi verso quelle persone. Se li avessi avuti di fronte non so se sarei riuscito a porgere l’altra guancia!”
Grazie a questa disavventura ho capito cosa vuol dire farlo. Cosa vuol dire porgere l’altra guancia. Nella vita certe battaglie si possono anche perdere. Porgere l’altra guancia però significa avere la certezza che Gesù è al nostro fianco e ci sta guidando verso una miracolosa vittoria. Se non avessi lasciato fare a Dio, non avrei vissuto la benedizione che ho ricevuto, guardando la felicità, l’emozione e l’unione che ho visto e sentito negli occhi dei miei amici di AreaG. Una grande vittoria. Tutto il ricavato di questo lavoro è stato e sarà devoluto alla nostra AreaG, per continuare a servire il nostro Dio in compagnia degli amici. We will not be shaken! Noi non saremo scossi! Ed è una certezza!

Davide Frezza


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