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lunedì 13 giugno 2016

Nessun rimpianto



Una giornata come le altre quella mattina a New York e in una delle sue numerose e affollate strade è spuntata una lavagna con tanto di gessetti colorati, sistemata a bella vista su una delle grosse inferriate che delimitano i tanti piccoli parchi della Grande Mela.
L’esperimento condotto da una nota università americana era volto a sondare la capacità dell’essere umano a rispondere ad una domanda sulla quale molto spesso si glissa con facilità. Il titolo del “tema” proposto ai passanti è stato scritto a caratteri cubitali e recitava così: “SCRIVI IL TUO PIÙ GRANDE RIMPIANTO”.
Una provocazione bella e buona quella di mettersi a nudo; una sfida per i passanti quella di mettere nero su bianco (in questo caso “bianco su nero!”) qualcosa di profondamente intimo e personale a cui molto spesso si decide di non dare un nome, di non concretizzare né attraverso la forma verbale né scritta, per timore che diventi ancora di più un peso da sopportare. Esprimere parte della propria vita, del proprio vissuto permettendo agli altri di leggerlo… un atto di coraggio, oserei dire.
La prima ragazza che ha cominciato a scrivere ha confessato di aver provato “paura”. Molto spesso quando dobbiamo confrontarci con il nostro passato e con le scelte che abbiamo fatto, sembra molto più spaventoso che guardare al nostro presente o perfino al nostro futuro perché in un certo senso, cerchiamo di “anestetizzare” un dolore o una cicatrice semplicemente cercando “di non pensarci più”.
La lavagna si è cominciata a riempire ad un ritmo impressionante, quasi come se ad ogni rimpianto scritto ogni persona si trovasse più a suo agio nell’esprimere il proprio. Scritte di ogni tipo, di ogni colore, di persone con storie diverse, estrazioni diverse, diverso grado di istruzione e diverso colore della pelle. Quella lavagna si è riempita fino all’ultimo centimetro e da tutte quelle frasi scritte emergeva prepotente una sola parola: “NON”. “NON aver completato gli studi”, “NON aver voluto dei figli”, “NON aver inseguito i miei sogni”, “NON aver detto: “ti voglio bene” a chi dovevo” e tanti e tanti ancora “NON”.
Chi di noi non si è trovato in certi momenti in cui non abbiamo provato, osato, amato, non ci siamo comportati come avremmo dovuto e abbiamo fatto in modo che situazioni, relazioni, occasioni sfuggissero dalle nostre mani credendo di poter, prima o poi, recuperare, rimediare o avere una seconda possibilità e invece non è stato più possibile? Tutti noi abbiamo e custodiamo dentro di noi dei sentimenti e delle cose che avremmo voluto fare o dire ma che semplicemente non abbiamo fatto o detto. Molte volte abbiamo imboccato la strada più facile per paura di fallire, perché pensavamo di non essere abbastanza capaci e col tempo abbiamo realizzato a nostre spese, che la decisione che ci sembrava più “semplice” si è rivelata essere la cosa più difficile con la quale convivere.
“Ma allora che fare?”, potresti pensare. Magari pensi che per la tua vita non ci sia soluzione perché continua ad andare nel verso che non vuoi. Pensi al tuo passato, pieno di rimpianti e ti senti sconfitto guardando il tuo presente. Magari vorresti essere proprio come quella lavagna, magari cancellare tutto quello che ti ha fatto soffrire e ti ha fatto diventare quello che sei oggi. Non sei lontano dalla soluzione se pensi che la tua vita abbia bisogno di una svolta. Se pensi davvero di aver bisogno di cambiare rotta allora hai bisogno di Gesù. La nostra vita, in un certo senso, assomiglia proprio a quella lavagna. Solo che quando veniamo al mondo questa lavagna è completamente pulita, ha solo un titolo ed è il tuo nome. Hai carta bianca su come scrivere e su cosa scrivere, perché alla fine di essa sarai tu il solo a risponderne, non potrai addossare la colpa a nessuno se non a te stesso. Tu sei l’artefice del tuo destino: questo è uno dei grandi doni che Dio ti ha fatto quando ti ha creato. Avrebbe potuto costringerti ad amarLo, asservire la tua volontà ma non lo ha fatto. Ha voluto che tu Lo scegliessi non per costrizione ma per amore. Potresti chiedermi perché proprio Gesù dovrebbe cambiare la tua vita. Semplicemente perché lo ha fatto in me e in svariati milioni di persone di tutte le epoche e perché so, per esperienza, che è l’unico capace di cambiare l’intimo dell’uomo, perché Lui meglio di chiunque altro Lo conosce. È Colui che può trasformare il tuo più grande rimpianto nella gioia più grande; l’Unico che sa trarre il bene dal male, l’Unico in grado di mettere ordine nel caos della tua vita, l’unico in grado di trasformare i tuoi fallimenti in vittorie.
Perché Lui è Dio e niente è troppo difficile per Lui. Non c’è nessun rimpianto, per grande che sia, che Egli non possa cancellare con il Suo amore.
Un giorno Gesù si trovò faccia a faccia con una donna la cui vita era piena di rimpianti e delusione. Provava vergogna per ciò che era diventata. Da sola, nell’ora più cocente della giornata, attingeva dell’acqua ad un pozzo per portarla a casa dal suo ennesimo “fallimento”. Una vita piena di sbagli e di rimpianti. Cinque mariti, quello con il quale stava non era suo marito, insomma la sua vita era nel caos più totale. Gesù non si ferma all’apparenza delle cose, sapeva che il cuore di quella donna era assetato di cambiamento alla stessa stregua di come il suo corpo reclamava l’acqua per placare la sua sete. E lui interviene, con amore e dolcezza: “Ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete; anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce a vita eterna”. Quella donna non si sentì giudicata né condannata ma amata; finalmente aveva trovato chi poteva cambiare la sua vita, dare quell’amore che aveva cercato per tanto tempo ma che aveva lasciato il posto solo a tanti rimpianti!
Dio non ti accusa per ciò che sei stato perché Lui vede già ciò che potrai diventare, se gli doni la tua vita! Sai come è andata a finire la storia della lavagna quel giorno a New York? A quelle stesse persone che avevano scritto i loro rimpianti è stato messo tra le mani un cancellino. Immagini il perché? Per dare a tutti la possibilità di cancellare ciò che avevano scritto, per donare un sollievo ai turbamenti del cuore. Una donna, alla fine, su quella lavagna di nuovo pulita, ci ha scritto con altrettanti caratteri cubitali: “TABULA RASA!”.
Se nel cuore delle persone c’è la speranza di poter cancellare ciò che è stato per riscrivere la propria storia, senza sapere se ciò sarà possibile o meno, con Gesù questa speranza diventa certezza. Ora, sulla lavagna del tuo cuore, cosa ci scriverai? Dio ti dà la possibilità di diventare Suo figlio, di essere salvato, di darti gioia, pace, di dare un senso alla tua vita... di NON avere più rimpianti!
La BIBBIA dichiara: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura, le cose vecchie sono passate: ecco son diventate nuove!” (II Corinzi 5:17).

Cristina Larino


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