ChristianLifeStyle a 360°

FACEBOOK     YOUTUBE     PHOTOBUCKET     WORSHIP     CONTACT


lunedì 13 giugno 2016

La forza di uno sguardo



Avete mai provato a comunicare con uno sguardo? Ci sarà capitato, in determinate circostanze, di poter intendersi o capire una persona, anche solo guardandola con gli occhi. Succede soprattutto tra innamorati. Intendersi anche solo se ci si guarda per un secondo e cogliere le esigenze, le necessità o le richieste di chi amiamo anche solo con uno sguardo. Ma anche nella nostra vita di fede, nel nostro percorso cristiano, possiamo comunicare con lo sguardo, trasmettere un messaggio d’amore, semplicemente guardando una persona. Ho vissuto almeno tre esperienze, che voglio raccontarvi, in cui uno sguardo d’amore mi ha benedetto. Comincerò nel raccontarvi quella più recente.
Qualche settimana fa ho varcato, per la prima volta nella mia vita, la porta della Casa Circondariale di Poggioreale. Sono stato chiamato per realizzare un reportage ed intervistare il direttore del carcere, in seguito all’inaugurazione di una palestra realizzata per i detenuti, donata dall’Associazione cristiana “Alba Chiara”. Camminando per il Padiglione Firenze, uno dei cinque padiglioni della casa circondariale, ho visto diversi detenuti. Sapete, qui ci si parla più che con le parole, con gli sguardi. Non ti puoi avvicinare ma li puoi guardare e loro possono guardarti. E si comunica così. Con uno sguardo si può dire molto. In tanti detenuti ho visto la curiosità, in altri la rabbia, la stanchezza, la delusione. A noi, per chi ci crede, non resta che guardarli con rispetto ed amore cristiano. Per testimoniare che Cristo può cancellare ogni peccato. A Lui tutto è possibile. Può trasformare una vita piena di odio, in una vita piena d’amore. Per questo, in particolare, ho focalizzato la mia attenzione su un paio di loro. Che inizialmente mi hanno guardato con sospetto, poi nei loro sguardi ho visto tanta paura. Uomini che sembrano essere forti, ma sono deboli, fragili, in cerca di un amore ed un perdono che solo Dio può dare.
Per questo poi ho cercato di fissarli, e guardarli con amore. Non ho fatto nulla. Ma dentro di me pensavo che Cristo è morto sulla croce anche per loro. E per questo li guardavo senza alcun pietismo, ma con amore. Loro mi hanno ricambiato, con uno sguardo diverso, meno accigliato, ma più speranzoso, e poi mi hanno salutato. Per molti giorni mi sono ricordato nelle mie preghiere di quei carcerati, perché ricordavo il loro sguardo. Lo scorso febbraio ho partecipato ad un evento del tutto particolare, a Washington DC, negli USA. Si tratta del “National Prayer Breakfast”, a cui interviene anche il Presidente degli Stati Uniti. Ma non voglio parlarvi di questo evento. Piuttosto di una particolare esperienza che ho vissuto, quando ha parlato una grande donna dal palco presidenziale. Ho pianto. Abbiamo pianto. Si, ho poi una foto che mi vede sorridere con “Sister Rosemary”, alla fine del suo intervento, ma 3000 persone hanno ascoltato la sua testimonianza con le lacrime agli occhi. Presidente compresi. Questa donna ha affrontato i “ribelli” nel nord dell’Uganda, faccia a faccia. Li ha guardati negli occhi e nel nome di Gesù li ha combattuti. Con la forza dell’amore e del perdono. Ospita nelle sue strutture donne e bambine violentate. Molte sfigurate. E con loro cerca di vincere il male con l’amore di Dio. Ha scosso i tanti uomini potenti presenti. Quelli che possono fare qualcosa. Ci ha invitato a non dimenticare. Per non essere complici. Incredibile pensare che il Time ha definito questa donna, una delle persone più influenti al mondo. Straordinario.
La sua influenza non sono i soldi, il potere o la fama. Ma l’amore. Per Dio e per il prossimo. Con il suo sguardo magnetico, ingigantito dai maxischermi in sala, ha trasmesso tanto amore. Poi ci sono quei tipi di sguardi, quegli occhi che non dimentichi mai nella tua vita. C’è ne uno in particolare, a me caro. Si tratta di un giovane spastico, che non interagisce con il mondo esterno. Potrei guardarlo per ore. Gli occhi sono l’unica cosa che sembra comunicare qualcosa nella sua vita. È uno sguardo apparentemente assente. Ma per me così speciale. Perché attraverso i suoi occhi cerco di capire e comprendere cosa può passare per la sua mente. Poi mi fermo, e anche se malformato e sofferente, so che questo corpo è speciale davanti agli occhi di Dio. E so che questa vita ha un valore prezioso. E quello sguardo è capace di trasmettermi più di ogni parola. È uno sguardo che t’insegna, che ti fa capire ed apprezzare ciò che sei e ciò che hai. Allora avvertiremo una profonda benedizione di Dio nei nostri cuori.
E ricordiamoci, come disse un saggio: “… c’è un messaggio per te negli occhi di qualcuno. Osserva bene”.

Alessandro Iovino


Nessun commento:

Posta un commento

Locations of visitors to this page
Pagine visitate:  



Torna in cima alla pagina