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lunedì 13 giugno 2016

Freedom



La libertà: una grande aspirazione umana.
Ma la domanda sorge spontanea: “Liberi da chi? Da cosa?”. Gesù dice ai Suoi discepoli: “Se perseverate nella mia parola, ...conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Che cosa intende Gesù per libertà? Da che cosa la verità che Gesù ci fa conoscere può rendere liberi?
Partiamo però dal concetto di libertà che va per la maggiore in questo momento. Essere una persona libera può voler dire molte cose, per cui è necessario chiarirne prima di tutto il significato. Secondo il concetto moderno di libertà, libero è chi non è soggetto al dominio o all’autorità altrui, chi ha facoltà di agire liberamente, senza subire una coercizione esterna che ne limiti la volontà e i movimenti. Si considera persona libera chi è padrone dei propri atti e sentimenti, chi ha piena facoltà di fare o non fare; chi non è condizionato da vincoli, imposizioni e pre-giudizi. Libero è considerato chi non è legato da particolari doveri o impegni; non è sottoposto a freni e ad inibizioni. Si parla, in questo senso, soprattutto con le nuove generazioni per esempio, di “amore libero”, intendendo l’amore come libertà di avere rapporti sessuali con chi e quando si vuole, senza il vincolo del matrimonio, della fedeltà a un coniuge. Libero è chi non è sottoposto a controlli o ingerenze; una persona indipendente, autonoma. Chi non è impedito o trattenuto da ostacoli o legami di sorta. È considerata, poi, libera la persona che in materia di opinioni o di fede afferma il diritto alla libera indagine dichiarandosi indipendente da dogmi e da postulati confessionali, come, per esempio, nelle rivendicazioni dei “liberi pensatori”, espressione con la quale si indicano quei pensatori che, in nome del razionalismo, soprattutto nel XVIII secolo, avevano attivamente svolto propaganda anticonfessionale e antidogmatica costituendo il movimento del “libero pensiero”. È questa la libertà che Gesù ha promesso a chi lo segue?
Quando Gesù parlava di libertà si muoveva su parametri molto diversi da quelli dei suoi concittadini. Gesù ragionava ad un livello completamente diverso, più profondo, e questo rimane anche per noi che ci accontentiamo di solito di considerare le cose, anche quelle che riguardano concetti importanti come la libertà, in modo molto superficiale. Sì, Gesù ci porta a vedere tutto da una prospettiva diversa da quella umana e logica (che poi non è tanto logica!), una prospettiva quasi estranea al nostro modo di concepire le cose.
Se noi generalmente consideriamo la libertà come essere sciolti da regole e autorità esterne per fare ciò che noi stessi, autonomamente, riteniamo più opportuno, Gesù considera la libertà essenzialmente come la condizione di chi vive in conformità con quanto Dio ha stabilito per noi nella Sua legge spirituale e morale. Ne consegue che mancanza di libertà è la condizione che subentra quando si trasgredisce alla Sua parola. Magari pensando, così facendo, di “guadagnarci qualche cosa”, dimenticando che la trasgressione causa anche dipendenza. Se in tanti considerano la libertà come essere sciolti dall’osservanza di regole e da chi le ha imposte, Gesù qui considera la libertà essenzialmente come la condizione di chi, comprendendo la verità su chi noi siamo (quella che Egli rivela), non commette ciò che la Scrittura considera peccato e non ne è schiavo.
Ecco così che Gesù lega il concetto di mancanza di libertà a quello di peccato, prendendolo molto seriamente e considerandolo il nemico numero uno della nostra autentica libertà. A tutto questo l’umanità è cieca.
Gesù è ben lontano dal relativizzare e “contestualizzare” la legge morale alla quale Dio ha sottoposto l’umanità, anzi “rincara la dose”, identificando chiaramente chi è colui che ci acceca ed inganna con le menzogne di un falso concetto di libertà, facendoci diventare proprio come lui (bugiardi ed omicidi) e costringendoci a servirlo: Satana. La libertà, dono che Dio ci ha fatto attraverso Gesù, vuol dire essenzialmente tornare, grazie a Lui, ad essere in armonia con Dio e nei limiti della Sua Legge morale. Vuol dire essere liberati dall’inganno dell’autonomia presunta e dalla dipendenza al peccato.
La Bibbia dice: “Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone” (Tito 2:14). Siamo quindi stati liberati dal peso e dall’angoscia del peccato e questo non ha più potere su di noi: “...infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia” (Romani 6:14).
Sappiamo che la morte è il “prezzo del peccato”, ma in Cristo e con Lui non siamo più soggetti a condanna alcuna: “Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù” (Romani 8:1). È in Gesù, infatti, che troviamo verità e libertà, e in queste intendiamo vivere affinché ci siano garantite per sempre.

Gennaro Chiocca


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