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lunedì 13 giugno 2016

Crocifissione



È un’opera realizzata nel 1941 dall’artista Renato Guttuso ed oggi esposta nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. Questo dipinto, un olio su tela, è sicuramente uno dei più famosi dell’autore ed anche uno dei più espressivi. Il soggetto è Cristo crocifisso al Calvario ed è raffigurato in un modo del tutto nuovo, infatti fu proprio per questa “non accademica” rappresentazione di un tema sacro che all’autore fu dato l’appellativo di “pictor diabolicus”. L’insolita disposizione delle tre croci e la rappresentazione dei soggetti nudi, tra cui Maria Maddalena, furono gli elementi che spinsero la Chiesa Cattolica a considerare tale dipinto un’eresia.
A proposito di questa scelta singolare, l’autore scrive: “Li dipinsi nudi per sottrarli ad una collocazione temporale: questa, mi veniva da dire, è una tragedia di oggi, il giusto perseguitato è cosa che soprattutto oggi ci riguarda”. Insomma vestirli potrebbe aver significato collocarli in un posto e ad un determinato momento storico. Lasciarli nudi avrebbe invece permesso di “vestirli” in funzione del posto e del momento storico in cui si trova il perseguitato del momento.
Tale dichiarazione ci permette di comprendere non solo il motivo per cui l’artista sceglie di non mettere l’articolo determinativo al titolo, che assume quindi una valenza più generale, ed il motivo per cui il volto di Cristo è coperto dal braccio di un’altra croce, ma soprattutto la ragione per cui l’autore ha scelto questo soggetto per il suo quadro. Infatti, nell’ottica di questo dipinto la valenza della morte di Cristo assume un aspetto forse non sempre sottolineato. Certo è che Gesù morì per salvare il mondo, e quindi anche noi, dal peccato portando su di sé le malattie, le sofferenze e gli errori dell’umanità, ma Guttuso sembra evidenziarne il motivo terreno, umano per cui il Figlio di Dio fu inchiodato alla Croce. In altri termini, sembra che voglia dirci, attraverso quest’immagine, che fu anche il Suo messaggio rivoluzionario che Lo portò alla morte ed è proprio questa la straordinaria attualità non solo del dipinto, ma soprattutto del sacrificio di Cristo.
I messaggi rivoluzionari di Amore per il prossimo, Gioia, Pace, Perdono, Benevolenza, Grazia che Gesù portò all’umanità sono quelli che ancora oggi, pensando alla Sua morte, dobbiamo ricordare per non vanificare il Suo sacrificio e soprattutto per non dimenticare il mandato che Cristo, morendo sulla croce, ci ha lasciati. Egli, che è l’esempio per eccellenza di chi ha sacrificato la propria vita per realizzare un progetto, ha dato a noi la possibilità o, come meglio dice la Bibbia, la libertà di accostarci a Dio e, per mezzo di quel progetto straordinario, anche noi oggi siamo portatori, in quanto Figli di Dio, di un messaggio rivoluzionario. Quello che come messaggeri siamo chiamati a fare è portare la “buona notizia”, una notizia sicuramente sconvolgente, forse che nessuno si aspetterebbe mai di ricevere o magari una notizia non esattamente conforme a ciò che il mondo contemporaneo è abituato a sentire, ma una notizia che, caro lettore, non solo cambierà del tutto la tua vita, ma farà anche di te un rivoluzionario, come lo fu Gesù, per il solo fatto di obbedire al Suo mandato e dire agli altri che ancora oggi Gesù ama, e ama proprio te!

Floriana D’Alessandro


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