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lunedì 13 giugno 2016

Concordia: Famiglie alla deriva… ma non tutto è perduto



Nonostante siano passati alcuni anni, la tragedia della Costa Concordia è ancora sotto gli occhi di molti. E così l’inchino beffardo della nave rimasto davanti a curiosi, fotografi, giornalisti ed addetti ai lavori per molto, troppo tempo. Quanto dolore! Quante vite spezzate in un attimo, quante famiglie distrutte da un’incauta manovra dei conduttori del veicolo, proprio coloro che avrebbero, invece, dovuto garantire la sicurezza gestendo al meglio la situazione. Non mi interessa trovare dei colpevoli e non scrivo queste righe per intavolare un ulteriore processo; nemmeno a farlo apposta, però, questo episodio sembra essere il quadro che descrive appieno la situazione della famiglia attuale, un nucleo in cui dovrebbe regnare la concordia e che, invece, per l’incuria dei comandanti, sta andando sempre più alla deriva.
Sicuramente non è facile gestire un insieme di 4, 5, 6 persone sotto lo stesso tetto ed operare sempre le scelte giuste, ma la famiglia, nel senso reale del termine, come istituzione quasi non esiste più, e la vera catastrofe è proprio questa! Ogni giorno troviamo figli sempre meno rispettosi dei genitori, padri sempre più indifferenti e madri sempre più indaffarate in cose inutili che non sanno più consigliare i loro figli, i quali, a loro volta, non sentono più il bisogno di farsi consigliare. Ormai sono all’ordine del giorno gli omicidi, le percosse e gli spargimenti di sangue consumati tra persone nelle cui vene scorre lo stesso sangue e la cosa peggiore è che quasi non ci si scandalizza né ci si allarma più di tanto, tutto sembra diventato ordinaria amministrazione. Ma come si è arrivati a tutto ciò? Proviamo a mettere ordine partendo dal principio, dove scopriamo che la famiglia non si è formata casualmente ma l’ha istituita Dio; Egli, infatti, dopo aver dato vita al mondo, si rese conto che il fiore all’occhiello della propria creazione, l’uomo, viveva in solitudine e questa situazione non Gli piaceva: «Poi Dio il SIGNORE disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui” ... Allora Dio il SIGNORE fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d›essa. Dio il SIGNORE, con la costola che aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse all›uomo. L’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne». Dall’uomo è nata la donna e dalle donne nascono gli uomini: un meccanismo perfetto nella sua ciclicità.
Dio aveva messo al mondo due esseri così diversi ma così complementari tra loro, per fargli vivere un’esistenza soddisfacente e creare nuove generazioni. Gli uomini dovevano attenersi solo ad una condizione per poter essere felici: vivere in armonia col loro Creatore. Armonia che, invece, è durata pochissimo perché la creatura, dotata di una testa pensante, si è ritenuta in grado di poter procedere con le sue gambe e ha creduto opportuno proseguire il proprio cammino sulla terra voltando le spalle a Colui che quella terra l’aveva formata: «(Dio dice) Ho steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle, che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri ... che dice: “Fatti in là, non ti avvicinare perché io sono più santo di te”». Il popolo di Dio, nel delirio di un’insensata presunzione, Gli ha chiesto letteralmente di farsi da parte e Dio, che è un signore, anzi, il Signore, non ha fatto valere la propria autorità ma si è ritirato, malvolentieri, in buon ordine, lasciando gli uomini padroni del proprio destino. Le conseguenze sono state disastrose: abusi, incesti, tradimenti, divorzi, omicidi. E non c’è bisogno di attribuire la responsabilità di questo disordine ai cosiddetti “tempi moderni”, visto che il primo fratricidio che la storia ricordi l’ha commesso Caino, uno dei figli di Eva, la prima donna.
La Concordia aveva appena cominciato a navigare per conto proprio. Credeva di essere totalmente padrona della situazione. Il beneficio del dubbio non esisteva. L’insuccesso ed un relativo naufragio non figuravano neanche tra le ipotesi. Un po’ come il Titanic, un gigante marino che a detta di qualcuno “nemmeno Dio poteva affondare” e invece sappiamo bene che fine ha fatto; non c’è stato bisogno nemmeno di scomodare Dio, è bastato un semplice iceberg e una velocità eccessiva, conseguenza di una decisione presa per portare quel transatlantico a destinazione prima del previsto e conquistarsi tante prime pagine sui giornali. E sulle prime pagine, purtroppo, ci è finito comunque... La sua discesa tra gli abissi somiglia tanto alla caduta verticale che sta compiendo la famiglia di oggi, sempre più composta da individui indipendenti, sempre meno riunita intorno al tavolo e sempre meno attaccata a quel benedetto focolare domestico.
La situazione è tragica, la rassegnazione fa capolino, ma non bisogna disperare: una soluzione c’è! Ogni nave che si rispetti, infatti, per legge deve essere provvista di scialuppe di salvataggio e la nostra personalissima Concordia, in dotazione, ne ha una sola, ma grande abbastanza da poter contenere tutte le persone del mondo: si chiama Dio. Proprio Lui, proprio il Creatore a cui gli uomini hanno chiesto di allontanarsi. Dio si è fatto da parte, sì, ma non si è tolto di mezzo! Ha deciso di agire in un ruolo diverso, non imponendo la propria presenza ma lasciandosi trovare da chi lo cerca con tutto il cuore. Se un individuo decide di rivolgersi al Signore per ricomporre i pezzi della propria casa, Egli interviene subito perché desidera solo il nostro bene, nonostante gli avvenimenti esterni, perché una cosa è certa: se il mondo va a rotoli, la colpa non è di Dio perché se un figlio lascia la casa e combina un sacco di guai in giro, i genitori possono farci ben poco, perciò lungi da noi l’immagine che Lui si sfreghi le mani con soddisfazione vedendo la cancrena del nostro pianeta; il Signore non si sta vendicando, non ce la sta facendo pagare per la nostra disubbidienza, ma semplicemente ci ha voluto dimostrare che fin quando ragioniamo col nostro cuore, che, lontano da Dio, è insanabilmente malvagio, la nostra mente produce solo del male. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Se la società sta andando in rovina, la colpa è solo dell’uomo che ha deciso di agire in maniera solitaria dimenticandosi del proprio Creatore, ma, anche se la creatura gli ha voltato le spalle, il nostro Dio non ha fatto altrettanto: “se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso”. Caro conduttore di famiglia, se vedi che la tua Concordia procede ogni giorno di più verso gli abissi, non perdere altro tempo a studiare manovre o a scervellarti in soluzioni più o meno fattibili, ma fin da subito affida il timone della tua nave a Dio, “l’unico Capitano che la può salvare”.
Emilio Sabatelli


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