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domenica 11 ottobre 2015

Dedizione • Lealtà • Amicizia



Appena Davide ebbe finito di parlare con Saul, Gionatan si sentì nell’animo legato a Davide, e Gionatan l’amò come l’anima sua. Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più che egli ritornasse a casa di suo padre. Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l’anima propria. Perciò Gionatan si tolse di dosso il mantello e lo diede a Davide; e così fece delle sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura.


Lealtà... Ad oggi un argomento di interesse marginale. Onestamente, siamo tutti più orientati al nostro interesse; non necessariamente un atteggiamento truffaldino o da ingannatore, ma certamente poco “altruista”. E questo senza neppure nominare la causa divina: nessuno immagina neppure lontanamente cosa sia la lealtà verso Dio. Dove trovare correttezza, in chi ricercare questa virtù? Il primo ad essere leale con noi è stato Dio, che offrendo Gesù in croce, ci garantisce perdono e libertà dai peccati a chi lo invoca.
Ecco che allora Dio è degno della nostra lealtà, della fedeltà di un cuore pronto ad onorarlo. La lealtà verso Dio e la Sua Parola non si limita alle sole circostanze favorevoli o vantaggiose, ma deve restare immutata, anche quando nulla torna apparentemente a nostro guadagno. Il vantaggio in realtà però c’è: così si sarà preservata la salvezza dell’anima, si sarà onorato Colui che onora quelli che Lo onorano e certamente se ne riceverà il premio.

Tornando al testo di riferimento, esso dimostra che può esistere la lealtà anche tra gli uomini imperfetti! Chi afferma che sia solo un’illusione, chi è pronto a ripetere: “Ci ho perso le speranze…”, non sa che la Bibbia è pronta a smentirlo con questo fantastico esempio: Davide e Gionathan. Davide fu presentato nella casa del re dopo aver riportato una grande vittoria contro il gigante Goliath, e fu accolto presso la corte reale; appena Gionathan l’ebbe sentito parlare fu talmente colpito dalla sua fede, dal coraggio o dall’amore per Dio magari, che si legò a Davide come fosse la sua stessa anima. Una vera amicizia, genuina, sorta tra servi di Dio; i loro obiettivi da questo momento furono gli stessi, cercarono la gloria di Dio, si disposero ad accettarne la volontà. Gionathan riconobbe infatti a Davide una chiamata particolare, una regalità divinamente conferita; non si attaccò gelosamente a ciò che fino ad allora era stato suo di diritto, anzi fu leale a questa amicizia tanto da spogliarsi dei simboli della sua autorità per rivestirne Davide: il mantello, le vesti regali, la spada, l’arco e la cintura. Gionathan fu leale anche quando ebbe l’occasione per assicurarsi la successione del trono mentre il re cercava di uccidere Davide. Fu leale al punto di andare apertamente contro il padre più volte e stringere nuovamente patto con il figlio d’Isai. Gionathan non si approfittò di questa amicizia, ma fu leale in tutta la sua condotta, ricercando la guida, la volontà e la giustizia di Dio. Ecco un esempio risplendente che è di incoraggiamento a tutti quei credenti che vogliono piacere a Dio.
Non scoraggiamoci, non stanchiamoci di fare il bene, perché a suo tempo ne avremo benedizione. Con Davide vogliamo anche noi poter dire: “…ho osservato le vie del SIGNORE e non mi sono empiamente sviato dal mio Dio. Infatti ho tenuto tutte le sue leggi davanti a me e non mi sono allontanato dai suoi precetti. Sono stato integro verso di lui e mi sono guardato dalla mia iniquità. Perciò il SIGNORE mi ha ripagato secondo la mia giustizia, secondo la mia purezza davanti a lui. Tu ti mostri leale verso chi è leale, integro verso l’uomo integro”.
(II Samuele 22:22-26).



Gioacchino Caltagirone


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