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martedì 30 dicembre 2014

Non mi lascerò andare


Belgio Tour '98

Nel gruppo Sela ho trascorso diversi anni e abbiamo avuto molti impegni; si potrebbe scrivere un libro per raccontare delle bellissime esperienze vissute e delle grandi benedizioni ricevute.

Personalmente non sono stato tra i primissimi a collaborare con il gruppo, ma già dai tempi della prima audiocassetta, ne facevo parte.
La mia mente vaga tra il primo concerto al cineteatro Italia ad Acerra con il F.llo Grazioso, alle bellissime esperienze del campeggio, alle più volte che siamo stati in Calabria, in Sicilia, Sardegna, Lombardia ecc… esperienze per me tutte particolari e benedette, ma voglio condividere con voi una che reputo particolare: il tour in Belgio, nel Gennaio del 1998.
Eravamo un gruppo misto: alcuni della vecchia guardia (io, Lucio D’Alessandro, Giuseppe Palladino, Armando Principe e Franco Marino), i nuovi componenti (Daniele Palladino, Luca Frezza, Cristina Larino, Rosario Di Lena) e due musicisti extra (Giovanni Petrellesi e Davide Larino). Partimmo con tre auto e due carrelli con strumentazione a seguito; consapevoli di essere un canale di benedizioni attraverso il quale Dio avrebbe sicuramente mandato un grande risveglio negli incontri con i tanti fratelli Italiani residenti in Belgio. Era il nostro primo viaggio all’estero e l’emozione era tanta, visitammo varie chiese, alcune piccole, altre più numerose, ma in tutte abbiamo trovato una calorosa accoglienza e il medesimo desiderio di ricercare le benedizioni di Dio. Ricordo in particolare il culto avuto nella chiesa di Marcinelle che fu un servizio semplice e familiare, e quello tenuto in una grande Chiesa in cui si riunirono più comunità che, invece, fu un servizio ricco di interventi musicale che vide la partecipazione sia dei Sela, sia di un coro giovanile che molti musicisti locali.
Questa è solo una delle tante esperienze che ho avuto il piacere di fare, forse per me è la più sentita perché è stata l’unica all’estero; ma in ogni altro impegno avuto con il gruppo Sela ciò che ci accomunava era l’unzione dello Spirito Santo e il forte desiderio di proclamare l’Evangelo… sicuramente la passione per la musica è stato il motivo che ha inizialmente unito il gruppo, ma l’unzione è stata ciò che ha fatto di quest’opera uno strumento che è durato nel tempo, usando i nostri talenti alla gloria di Dio.
Non sempre è stato facile adempiere al compito che Dio ci aveva affidato, critiche e ostacoli hanno cercato di scoraggiarci, ma lo sprono, l’incoraggiamento di tanti fratelli e soprattutto le preghiere, ci hanno sempre dato nuove forze e nuovo vigore.
Caro lettore, voglio dirti che Dio vuole servirsi del tuo talento, mettilo completamente a Sua disposizione e Lui saprà usarlo alla Sua gloria.


Massimo D’Alessandro

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