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martedì 30 dicembre 2014

L'inizio


L’anno preciso non lo ricordo, ma lo si può dedurre dallo scritto che segue. C’erano nella chiesa tanti giovani che manifestavano interesse per la musica. Io stesso, in famiglia notavo questo interesse nel mio figlio maggiore.

Purtroppo, però, la musica che piaceva allora ai giovani era un tabù in tante nostre chiese ed io immaginavo che come mio figlio, in chiesa tanti giovani cercassero una alternativa esterna per seguire questa loro passione.
Intanto la preghiera mia e di mia moglie Vittoria era: “Signore il nostro compito in Cristo consiste nel servirTi, ma il Tuo di salvare noi e la nostra famiglia”. Capitò, così, che un gruppo musicale della chiesa di Lioni qualche tempo prima del terremoto dell’ottanta, venne a farci visita insieme al f.llo Ciotta Rocco, allora loro pastore. Questa visita incoraggiò tanti giovani a voler iniziare un “gruppo musicale” nella nostra chiesa. Da considerare purtroppo che dopo il terremoto ci dovemmo recare a Lioni per seppellire alcuni di quei cari fratelli che in precedenza erano stati da noi...
Contemporaneamente si verificò un episodio particolare.
Raffaele D'Onofrio, uno dei fratelli che si convertì allora all’evangelo nella città di Pomigliano, aveva in cura suo nipote Lello, perché i genitori per motivi di lavoro erano in Germania, ma, non avendo in precedenza gestito bene il rapporto col nipote che cresceva con stimoli vendicativi, preoccupato mi chiese di fargli visita proprio per aiutarlo a riguardo. In quella occasione, dopo aver parlato con mio figlio Lucio, io e mia moglie demmo a lui l’incarico di avvicinare Lello e chiedergli, qualora fossimo riusciti ad incontrarlo in quella visita, se gli piacesse la musica e se avesse il desiderio di imparare a suonare uno strumento musicale.
Ci recammo quindi a casa del f.llo D’Onofrio per passare una serata con lui, e guarda “caso”, ad aprirci la porta, fu proprio Lello. Lucio riuscì a parlargli e da quel colloquio venne fuori che a Lello piaceva la batteria.
Oggi potrebbe sembrare assurdo, ma la batteria a quel tempo era uno strumento discriminato nelle chiese, quindi si doveva decidere se superare questo modo comune di pensare o lasciare le cose così com’erano senza affrontare la questione.
Non posso mai dimenticare quel giorno nella riunione di Consiglio di Chiesa quando discutemmo su questo argomento... il f.llo Grado Gerardo, irruppe dicendo: “Ma se questo strumento serve per far del bene ad un’anima, permettiamolo”.
Così Lello iniziò a suonare la batteria e diventò il batterista di questo gruppo nascente che si volle chiamare Sela.
Questi sono stati i primi passi che segnarono l’inizio di quest’opera che ha portato nel tempo tanto bene a tanti cuori. I Sela sono stati sempre di grande benedizione lungo il corso del ministero che Dio mi ha concesso. Ho avuto il piacere di averli come sostegno. Che Dio li continui a benedire in ciò che oggi intraprendono per l’Opera gloriosa del Nostro Grande Signore e Salvatore Gesù Cristo.


Stefano D’Alessandro 


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