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martedì 30 dicembre 2014

è accaduto quanto meglio poteva accadere


intervista a Franco Marino


SL Questi oltre vent’anni di esperienza trascorsi in quest’opera per te cosa hanno significato?
Hanno segnato la mia vita fino ad oggi, non solo spiritualmente ma tutto ciò che faccio è influenzato dal vissuto nell’opera “SELA”. C’è stata passione energica in quei benedetti anni. Per esempio il rapporto con i componenti del gruppo è stato originale in tutti i suoi aspetti, come: amicizia e fratellanza spirituale; “subordinazione a tratti controversa”, impegno fisico e mentale, disciplina, rispetto, gratitudine verso chi dava di più, stima per chi si è dato in fatica fisica con incarichi meno vistosi ma di grande efficacia. Anche da quei collaboratori ho imparato il lavoro silente e utile, senza “umana gloria”. Potrei citarli uno per uno, li ricordo sempre con affetto.

SL Qual è stata l’esperienza più significativa?
Conservo tanti ricordi, ma parlerò di una soltanto. Un’estate intorno alla fine degli anni 80, in Sicilia, nella provincia di Messina ci invitarono per delle serate di Evangelizzazione sul lungo mare di Spadafora. La sera del primo giorno suonammo al culto in Chiesa. Dopo la predicazione ci chiesero ancora qualche brano. Raffaele Frezza presentò nei dettagli “Lettera ad un amico”, brano scritto e musicato da Peppe Palladino. Toccava a me cantarlo. Non c’era niente che non tremasse del mio corpo. Era un brano difficile con note alte e tantissime parole. Tutti in silenzio in attesa di quanto era stato annunciato in precedenza da Raffaele.Tanti pensieri affollavano la mia mente ma l’introduzione delle tastiere diedero un colpo di spugna cancellando pensieri e uditorio. Stavo “scrivendo la lettera”… come se l’indomani non ci fossi più, come se fosse la mia ultima sera sulla terra e in quella Chiesa, come se fosse adesso o mai più. Alla fine della “bella canzone” aprii gli occhi e vidi tanti volti in lacrime che pregavano, invocando il Signore di avere pietà dei propri cari e farli partecipare al rapimento della Chiesa. Noi (SELA) lodavamo e adoravamo Gesù che ritornerà, così mentre tu starai dormendo… me ne andrò per sempre insieme a Lui... Fummo pieni dalla presenza di Dio, pareva che il rapimento della Chiesa avvenisse da un momento all’altro.

SL Siete stati pionieri di un nuovo modo di vedere la musica allo scopo di portare la Parola di Dio nelle piazze, quale di queste ti è rimasta nel cuore?
Si, un modo innovativo di predicare l’Evangelo ed una sera sotto una tenda evangelistica a Nocera Inferiore, stavamo montando la strumentazione prima del culto. Un giovane si avvicinò e mi chiese chi di noi cantasse “Elena”. Gli risposi che lo cantavo io. Stringendomi la mano, continuò e disse: “sono un marinaio, quando mi imbarco resto alcuni mesi per mare, nell’ultima navigazione mentre mettevo a posto le cose del bagaglio, preparato da mia mamma, ho trovato una cassetta del gruppo SELA. Un pomeriggio nel silenzio, tra lo spazio del mare sulla mia branda ascoltavo la vostra cassetta. Elena, un nome a me caro, mi è salito un nodo in gola, e quando ho sentito…”
“ma quante scuse e piano piano fai cadere giù quella tua maschera di donna forte, che non togli da parecchio ormai, dando un’immagine alla gente di quello che non sei ma vuoi sembrare…  Allora tu immergiti in questo grande amore che Gesù per tè pagò…”
(con voce rotta) “queste parole sono vere anche per me, che come Elena ho sempre portato una maschera, ma adesso so chi sono; sono un figlio di Dio!”. Mi salutò, e il marinaio/fratello si diresse, con un fare quasi di riconoscenza, verso gli altri musicisti che continuavano a montare gli strumenti, per salutarli uno ad uno. Episodi come questo, mi sono sempre entrati nel cuore provando una sorta di tenerezza e responsabilità per il lavoro che il Signore ci dava da fare.

SL Quale brano ti appartiene di più?
Non mi lascerò andare. Vi invito a riflettere sulle parole e capirete che l’autore è andato oltre la “ragione materiale, che offende la poesia o estro spirituale ”[…]. (riferito a certi saccenti)

SL In che modo questa realtà ha contribuito alla tua crescita spirituale?
L’ho detto prima, con l’esempio di tutti, nessuno escluso. Con tutte le sensazioni e gli stati d’animo che le varie circostanze procuravano. Cerco di dare valore a quanto il Signore mi concede, grazie a quel benedetto periodo cerco di “approfittare delle occasioni” per onorare Dio. E sono riconoscente agli Anziani della Chiesa di Casalnuovo, per avermi dato un’eccezionale chance.
SL Quale consiglio ti senti di dare ai giovani che si stanno avvicinando a questo campo “tra musica e Parola”

Annunciare “Il Messaggio” dell’evangelo con la musica è un avvenimento straordinario. Chi compone e chi esegue sono strumenti che devono glorificare Dio, e contribuiscono all’edificazione della Chiesa-Sposa di Cristo. Evangelizzare per vedere conversioni che si aggiungono alla Chiesa è un mandato di Dio per gli Apostoli, e …  Dio ha Un Piano Per Te. 


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