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martedì 30 dicembre 2014

Dammi quella pace


Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà (Giovanni 14:27)



Il 1986 è stato l’anno in cui sono nato di nuovo* e ho ricevuto “quella pace”. 
Provo a riassumere in breve la mia vita fino ad allora e cosa accadde dopo.
Ho vissuto una vita normale, ho frequentato una scuola di formazione professionale e a sedici anni sono andato a lavorare. Il desiderio di conoscere di più mi spinse a continuare gli studi fino al diploma mentre lavoravo. Infine a ventidue anni il militare. Due mesi prima di partire conobbi una ragazza: Lucia, che poi diventò mia moglie. Dopo il congedo, i primi progetti per il futuro… un lavoro nuovo stabile, poi il matrimonio, poi Carmine il primogenito, il resto tutto regolare… ma volevo fare qualcosa di buono. Mi iscrissi ad un partito politico e militavo come cellula aziendale, ma ecco le prime dure delusioni durante riunioni interminabili, contrasti con i colleghi per ideologie diverse. Poi (il colmo) in un’assemblea precongressuale in cui denunciavo uno smaltimento irregolare di acque di vecchie lavorazioni. Per i presenti in quel momento non sono esistito! Erano altri gli obiettivi per la preparazione di una campagna elettorale in pieno post-terremoto. Mollai… non però questo mi soddisfaceva. Infatti partecipai ancora a qualche manifestazione, l’ultima a Roma quando il governo Craxi bloccava la “contingenza”.
In quel periodo mia moglie incontrò una cugina che gli raccontò dell’esperienza della nuova nascita. Con lei iniziò a frequentare le riunioni domenicali in chiesa, mentre io restavo a casa. Dopo, però, dato che eravamo in attesa della secondogenita iniziai ad accompagnarla per non farla guidare da sola. Ogni volta che aspettavo in macchina fuori la chiesa sentivo i canti ed il mio cuore iniziava a scaldarsi dell’amore di Dio... ma fu solo dopo tanti inviti dei fratelli di turno al parcheggio, che una domenica finalmente entrai in chiesa. Già la lettura di Isaia 55:8-11mi colpì, ancora oggi ricordo perfettamente la scena… poi tornai più spesso e una sera sotto una tenda evangelistica, installata nel paese di Volla, diedi il mio cuore a Gesù. In quel periodo continuarono le riunioni all’aperto dove si cantava e si predicava la Parola di Dio. Il canto che mi piaceva di più era quello dal titolo: “Dammi quella pace”, che fotografava i sentimenti e i desideri del mio cuore. Avendo realizzato “questa pace”, come nuova creatura, volevo contribuire a farlo sapere anche ad altri. Intanto iniziai a conoscere questi “musicisti” e mi meravigliavo che dopo (e anche prima) di cantare dovevano scaricare, montare, smontare, ricaricare e riportare tutto in chiesa. Così fui tentato di offrirmi a collaborare a questo lavoro (uno strumento musicale non sapevo suonarlo ma potevo contribuire a trasportarli). Ne parlai con il cantante del gruppo Raffaele Frezza. Lucio e Franco, che ascoltarono questa mia richiesta, rimasero sorpresi… mi sentii in colpa… pensai di essere stato inopportuno, ma mi spiegarono che, il loro stupore era dovuto al fatto che cercavano proprio un collaboratore per questo specifico compito. La gloria vada a Dio per i tanti viaggi, montaggi e smontaggi… tante soddisfazioni e anche qualche difficoltà ma sempre accompagnato da “quella pace che non so più cosa sia” anzi “quella pace che non sapevo cosa sia”. A Casabona (CS), durante il culto all’aperto, il Signore mi battezzò nello Spirito Santo. Durante queste “missioni evangelistiche” mia moglie e i miei figli non mi hanno mai ostacolato, ho ringraziato e ringrazio tuttora il Signore che ha salvato me e la mia casa e anche le case e le famiglie dei miei fratelli del gruppo. Ancora oggi in cui servo il Signore in altre cose, “quella pace” che il mondo non conosce e non può dare, mi accompagna ogni giorno.
Quella pace è una promessa!

* Nuova nascita è l’esperienza che Gesù definì quando un uomo lo accetta come personale Salvatore. In quel momento inizia una vita nuova in Cristo. Gesù disse a Nicodemo: “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Giovanni 3:3).

Armando Principe


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