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martedì 30 dicembre 2014

Editoriale


Sono onorato di appartenere alla chiesa dove circa 30 anni fa è nato il gruppo Sela. Ancora oggi, nella stessa chiesa, parte dei componenti di questo gruppo, servono il nostro Salvatore Gesù Cristo, forse in un altro ruolo o funzione, ma sicuramente il sentimento d’amore e dedizione per l’opera di Dio è lo stesso di allora. La chiesa del Signore è il Corpo di Cristo! Ognuno nel proprio ruolo e nella propria funzione lavora, o per meglio dire serve, per il bene solo del Corpo! “Nessun osso di lui sarà spezzato”, fu la profezia fatta nell’antico testamento su Gesù alla croce, che non poteva non adempiersi… perché il Corpo di Cristo non può essere diviso. È un Corpo unito! Le cellule, che ne fanno parte, lavorano, o per meglio dire servono, solo per il bene del Corpo.


30th Cronistoria


Quando mi capita di riflettere sul servizio dello “storico” gruppo “Sela” (quello “originale” del 1984 per intenderci, la prima generazione insomma) confesso di sentirmi profondamente minuscolo. Perché l’inevitabile paragone con l’altezza dei nostri padri spirituali mi appare cosi irraggiungibile da superare perfino le goleade che il Napoli di Maradona puntualmente rifilava al povero, malcapitato Pescara. Estati, inverni, week-ends, l’intera dimensione della vita privata -già fortemente decurtata dagli impegni del lavoro secolare- totalmente dedicata al servizio del Signore Gesù.


L'inizio


L’anno preciso non lo ricordo, ma lo si può dedurre dallo scritto che segue. C’erano nella chiesa tanti giovani che manifestavano interesse per la musica. Io stesso, in famiglia notavo questo interesse nel mio figlio maggiore.


In un pub


In un pub è la storia dell’incontro tra due miei amici.
Uno si chiama Rosario,
uno si chiama...Gesu.



Sela è un momento di meditazione


È un momento di meditazione

Anche quando non si era che un gruppo musicale imberbe, senza nome e quindi senza un’apparente identità, l’obbiettivo, aldilà del piacere di suonare o di cantare (perché non c’è male nel provare piacere in quello che si fa), è stato sempre quello di proclamare il nome del Signore Gesù Cristo e quindi offrire a coloro che ci avrebbero ascoltato, la possibilità di ricevere un messaggio chiaro di speranza e di salvezza, in modo particolare a coloro che della nostra generazione fruivano e fruiscono del piacere della musica e delle canzoni.


Elena


Era un giorno qualsiasi della settimana, non ditemi quale perché non me lo ricordo. Anche il mese è un mistero ma qualche particolare in più c’è: doveva essere sicuramente in estate, dato che la storia si svolge su di una affollata spiaggia. Anche l’anno, per la verità, non mi sovviene ma la cosa ad ogni modo, non mi rattrista, perché non è la cosa più importante della storia.


Un segno nel cuore


Un uomo di Dio una volta ha detto: “Le parole insegnano, gli esempi trascinano. Solo i fatti danno credibilità alle parole”.


Dammi quella pace


Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà (Giovanni 14:27)



C'è un ponte


Per la maggioranza delle persone che leggeranno questo articolo, il titolo può dire molto o niente, ma per me che ho vissuto nella mia vita spirituale questa realtà, rappresenta il dono più grande che Dio abbia potuto fare all’uomo. Nell’Evangelo di Giovanni leggiamo che “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Unigenito figlio affinchè chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna”.


Noi ragazzi mille sogni


Noi ragazzi mille sogni.., questa è l’espressione nella canzone scritta dal mio amico Lucio, che meglio riflette la mia vita di allora. Sembrava infatti che la chiesa e Dio volessero rubarmi quei sogni, quelle occasioni che il “mondo” mi offriva e che io volevo vivere.


Un nome nuovo


Sono passati, molti anni e allora non ero che un ragazzino a cui piaceva suonare uno strumento non tanto simpatico, ingombrante, rumoroso per i più e per giunta non facilmente accettato da tutti nell’ambiente evangelico. Tranquilli, non intendo mantenervi ancora sulle spine, confesserò il nome dello strumento incriminato: la batteria. Si, mi piaceva è vero, ma di qui ad averla in possesso per suonarla e per di più in una chiesa evangelica, era davvero un’impresa.


Una nuova vita in Lui


Caro lettore, mi chiamo Daniele, sono un giovane di trentadue anni e quello che sto per raccontarti ha dell’incredibile perché incredibile è l’amore e la misericordia che Dio usa verso coloro che lo amano.


I Sela "Originals"


Quando mi capita di riflettere sul servizio dello “storico” gruppo “Sela” (quello “originale” del 1984 per intenderci, la prima generazione insomma) confesso di sentirmi profondamente minuscolo.


è accaduto quanto meglio poteva accadere


intervista a Franco Marino


Non mi lascerò andare


Belgio Tour '98

Nel gruppo Sela ho trascorso diversi anni e abbiamo avuto molti impegni; si potrebbe scrivere un libro per raccontare delle bellissime esperienze vissute e delle grandi benedizioni ricevute.


io… figliuol prodigo


io… figliuol prodigo
Luca 15:11

Mi chiamo Claudio Marino, originario di Napoli, cresciuto nelle comunità di Acerra e Casalnuovo, attualmente vivo a Piacenza dove lavoro come autista di autobus. Il nostro Signore mi ha donato una bella famiglia benedicendola con l’arrivo del primo figlio. Nella comunità siamo tutti grati a Dio per il risveglio che stiamo vivendo, annunciando l’evangelo a tutti i piacentini.


Conclusione


Non era mai successo prima, di convogliare nel magazine articoli, musica e canto e questa per noi è stata una esperienza nuova e stimolante.


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