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lunedì 16 dicembre 2013

Il vuoto interiore


“Non importa chi tu sia o come tu ti senta, l’importante è dare agli altri una buona immagine di se stessi”. Sembra essere questo lo “slogan” della nostra generazione. Che sforzo stare insieme con la gente e dare l’impressione di essere felici e soddisfatti! Quando, però, siamo soli e nessuno ci vede, nel silenzio della nostra mente e nel buio del nostro cuore, possiamo finalmente toglierci la maschera ed essere ciò che realmente siamo: insoddisfatti per la vita che conduciamo, depressi e amareggiati per un “qualcosa” che non riusciamo a spiegarci.Quante volte abbiamo creduto che lo studio, un buon lavoro, il denaro, il successo, il divertimento, lo sport, la musica, l’amicizia, il fidanzamento, una famiglia unita potessero essere la risposta che da tanto tempo cercavamo? Alcune cose sono indispensabili, altre sono emozionanti, di altre, invece, possiamo fare anche a meno. Ma che tragedia scoprire che queste cose ci appagano solo per un tempo, per poi lasciarci più vuoti di prima! Il re Salomone, uomo sapiente ed intelligente, ricco e detentore di ogni sorta di bene e di gloria, fece una dichiarazione che è contenuta nella Bibbia: “Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole: ed ecco tutto è vanità, è un correre dietro al vento”.
Altri credono che una vita trasgressiva, fatta di alcool, fumo, droga, immoralità, violenza, ribellione, occultismo possa essere un’alternativa ad una vita senza senso. Tutte queste cose, invece, non fanno altro che peggiorare e distruggere un cuore già piagato.
Altri ancora pensano che il suicidio sia l’unica soluzione rimasta. Ma noi non abbiamo il diritto di toglierci la vita!
Il vuoto interiore comune a tutti è la conseguenza del peccato umano. Il peccato è tutto ciò che offende e che va contro Dio che ci ha creati. Peccare significa vivere come se Dio non esistesse.
La Bibbia afferma: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”. Ogni uomo che vive sulla faccia della terra è un peccatore! Potremmo ostinarci nel non accettare questo messaggio e controbattere che siamo delle persone giuste. Ma la Sacra Scrittura dichiara: “Non c’è alcun giusto, neppure uno”. Non importa chi noi siamo, cosa pensiamo, cosa facciamo, a chi apparteniamo, dove noi viviamo. Il verdetto è: “Certo, non c’è sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai” (Ecclesiaste 7:20).
L’apostolo Paolo, nella sua epistola ai Romani, nel capitolo 6, verso 23, asserisce con forza: “Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”. A causa del peccato, siamo condannati alla morte e all’eterna separazione da Dio. Ma, grazie all’opera che Gesù ha compiuto al Calvario, noi possiamo essere salvati dal peccato, dalla morte e dall’inferno e ricevere il dono della vita eterna.
Nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 3, verso 16, è scritto: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. Nel Suo infinito amore, Dio ha mandato il Suo unigenito Figlio Gesù, su questa terra contaminata dall’iniquità umana, per salvare noi peccatori. Il Figlio di Dio si è lasciato volontariamente inchiodare al duro legno della croce, dove ha dato la Sua vita come sacrificio per i peccati dell’intera umanità. L’innocente Agnello di Dio è rimasto lì inchiodato per ben sei ore, dalle nove del mattino alle tre del pomeriggio, affrontando insondabili sofferenze fisiche, emotive e spirituali. Dopo aver versato tutto il Suo prezioso sangue per il perdono delle nostre trasgressioni, il Suo corpo, privo di vita, viene posto in una tomba nuova, scavata nella roccia. Tre giorni dopo la Sua sepoltura, Gesù è risorto. La Sua tomba è vuota! Egli vive ed offre la vita eterna a tutti coloro che sono disposti a lasciare i propri peccati, a credere in Lui, permettendoGli di prendere il controllo della loro vita. Quale buona notizia!
Nella sua seconda lettera ai Corinzi, al capitolo 6, verso 2, con i caratteri del cielo, l’apostolo Paolo scrive: “«Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza!» Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!”. Nella Sua infinita grazia, Dio c’invita ad accettare Suo Figlio Gesù come nostro personale Signore e Salvatore. Accettiamo il Signore Gesù come Colui che può perdonare i nostri peccati, riempire il nostro cuore con il Suo immenso amore e donarci la salvezza. È la decisione più importante della nostra vita!
Il professor James Simpson, l’illustre scienziato che scoprì il cloroformio, era un credente umile e convinto, conosciuto in tutta la città d’Edimburgo, capitale della Scozia, per la sua fede viva e reale e per il suo amore per Cristo Gesù. Un giorno, in onore di questo professore credente, fu organizzata una festa in cui erano presenti i più eminenti medici provenienti da tutto il mondo. Al termine della seduta più importante, il professor Simpson si alzò per ringraziare i presenti che lo avevano onorato e, alla fine del suo discorso, affermò: “Ho fatto una scoperta più grande di quella per la quale mi onorate”. E, dinanzi all’uditorio stupito, che si chiedeva cosa stesse per succedere, quel cristiano convinto spiegò: “Ho scoperto nella Bibbia che ero un peccatore bisognoso di un salvatore ed ho trovato in Gesù Cristo il Salvatore il cui sangue ha purificato i miei peccati e la cui grazia mi ha perdonato”.
Che possiamo anche noi testimoniare della più grande scoperta che ha cambiato per sempre la nostra vita: “Ho scoperto che solo Gesù Cristo poteva fare di me una persona nuova e riempire il mio vuoto interiore. Allora, senza esitazione, ho riposto la mia fiducia in Lui ed Egli mi ha donato il perdono dei peccati, il Suo amore, la Sua gioia, la Sua pace, la Sua salvezza e la benedizione di avere la Sua gloriosa presenza sempre con me. Ho scoperto che il mio amato Gesù è tutto ciò di cui ho bisogno!”.

Armando Mauro

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