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lunedì 16 dicembre 2013

Il grido del cuore



… Zaccheo… salì sopra un sicomoro, perché egli doveva passare per quella via.Quando Gesù giunse in quel luogo, alzati gli occhi, gli disse:
«Zaccheo, scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua»
Luca 19:5

Credo che quelli della mia generazione e non solo, si ricordino del “nascondino”, un gioco dove i più bravi riuscivano a trovare il posto migliore dove rifugiarsi e poi uscire all’improvviso per “salvarsi” e quindi vincere. Permettetemi di accendere il motore della fantasia e pensare che anche Zaccheo fosse convinto di essere in un posto dove Gesù, impegnato a badare alla folla, non l’avrebbe visto. Un posto da cui poteva osservare Gesù da lontano senza essere “scoperto”.
Questo, forse “funziona’’ con gli uomini, ma non con Gesù.
Egli non è un uomo qualsiasi! Gesù è Dio sceso in terra e non si può pensare di avere con Lui comportamenti tipici del genere umano come questi.
Zaccheo si nascose in alto, su un sicomoro, un albero di grandi dimensioni. Quella pianta poteva rappresentare un comodo nascondiglio per lui, capo dei pubblicani (esattori delle tasse ebree), evitando così la vergogna, o magari il modo migliore per non essere visto da un popolo che lo condannava per la sua “ingiusta” ricchezza. Ma Dio può e vuole salvare tutti, aldilà del ruolo sociale... aldilà del giudizio degli altri.
La Bibbia ricorda che a volte certe situazioni possono essere per noi un freno, un ostacolo alla Salvezza, infatti è scritto: “È più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”... ma sottolineo “solo per noi”.
Furono tante le circostanze, le cose, le persone che portarono quell’uomo a nascondersi e forse anche per te ci sono circostanze, cose e persone che inducono a nasconderti... ma i vangeli raccontano altresì che Zaccheo cercò di uscire dalla sua situazione, infatti leggiamo che nonostante tutto: “Zaccheo cercava di vedere chi era Gesù...”.
Nei suoi sforzi, un grido simile al richiamo delle balenottere azzurre, non udibile da un orecchio comune ma da mamma balena sì, partì dal suo cuore e arrivò dritto al cuore di Gesù che a quel punto non potè fare meno di alzare lo sguardo!
La scena è paradossale: il Cristo in basso e il pubblicano in alto. Gesù non sale all’altezza dell’uomo o più in alto pur avendone diritto. Ma dal basso risponde al grido di quel cuore facendolo scendere da quell’altezza. Per fare che cosa? Per criticarlo? Per accusarlo? Per ricordargli i suoi peccati? No... Gesù rispose a quel grido per ridurre la distanza tra Dio e l’uomo abitando in casa sua!
Zaccheo obbedisce alla voce del maestro e scende da quell’albero!
Solo tu puoi scegliere di scendere dal tuo sicomoro. Forse il tuo albero si chiama “vergogna”, forse “rimando”, forse “paura del cambiamento”, forse “cosa penseranno gli altri”, forse, forse...
Spero che anche tu come fece Zaccheo, e come abbiamo fatto già in molti, cercherai un giorno di vedere chi è realmente Gesù così da sentire la sua voce che ti dice: “Fratello scendi, presto, perché oggi debbo fermarmi a casa tua”. Permetterai a Gesù di regnare nel tuo cuore?

Roberto Santoro

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