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lunedì 16 dicembre 2013

Guardami negli occhi!!!



Da genitore a genitore.

Non volevo, non potevo, non DOVEVO vivere questi giorni, questi momenti. NO! Ho dato! Ho già dato! Ho dato senza fiatare, senza arrabbiarmi, senza imputare! Ho dato, con il sorriso sulle labbra, con pazienza, con mansuetudine. Ho dato! E ora, perchè? PERCHÈ?
È ingiusto!!! Il grido del mio cuore è assordante: ha ragione, il mio cuore, non una, ma cento, mille volte ragione. PERCHÈ? PERCHÈ? Era ieri, appena ieri me lo hai dato, questo fagottino tenero, col ciuffo di capelli neri, con gli occhietti piccoli e scuri che non mi lasciavano. Fin dai primi giorni di vita le infermiere me lo portavano e lui, apriva i suoi occhietti scuri e cercava i miei, quasi continuamente, come un bisogno urgente, necessario per la vita. Com’era piccolo, bisognoso di cure, dipendente da me per fare ogni cosa.
Ed i miei occhi, si lasciavano catturare da quello sguardo incerto, insicuro: rimanevamo ore con lo sguardo intrecciato, persi l’uno nell’altra in un amore infinito che cominciava nel mio ventre e finiva nel suo cuore. All’unisono! Lui dentro di me, io dentro di lui. Quanto amore!
I giorni son passati, i calendari sono finiti e ricominciati, ma i suoi occhi cercavano ancora i miei, i miei i suoi, in un rincorrersi che è durato anni, mesi, giorni, e poi giorni, mesi, anni. Quante risate insieme e quante lacrime! Quanti abbracci: la sua testa nella mia pancia (era alto un soldo di cacio) e poi la mia testa nella sua pancia. Ed ora eccomi qui, in ospedale… Sto aspettando che esca dalla sala operatoria: carcinoma. Dovrà fare le chemio. Guardami negli occhi! Mio figlio! Ha un carcinoma!
Le budella mi si aggrovigliano! Mi duole il ventre, la sua culla! Mi manca il respiro: mi sento male! MIO FIGLIO! MIO FIGLIO!!! Sta soffrendo!!!
Ha un male orribile che lo minaccia! Dovrà fare una terapia che lo deturperà, che lo priverà dei suoi diritti naturali: lo renderà fragile, delicato, vulnerabile! Guardami negli occhi! GUARDAMI NEGLI OCCHI!!!
Ce la fai a guardarmi negli occhi?
TI RENDI CONTO? MIO FIGLIO!
ANCHE MIO FIGLIO!
STA SOFFRENDO!!!
ANCHE IL MIO HA SOFFERTO, MOLTO PIÙ DEL TUO!
HA RISCHIATO LA MORTE!!!
Il mio È MORTO! È MORTO perché il tuo RISCHIASSE solo di morire.
HO BRAMATO DI AVERE IL SUO MALE PERCHÈ GLI FOSSE RISPARMIATO QUESTO TRAVAGLIO.
ANCHE IN QUESTO MI SOMIGLI, non avrei voluto, ma ho DOVUTO lasciarlo sulla croce.
PER VALERIO!
PER VALERIO! Per amore di Valerio! Per avere anche lui, con me nel cielo, Gesù è dovuto morire. Credi che sia stato facile, lasciare IL GIUSTO, MIO FIGLIO (come dici tu) morire, DA SOLO, sulla croce per degli uomini miseri e ingrati? Non lo è stato... Ma io amo gli esseri umani e ho lasciato che MIO FIGLIO Gesù li ricomprasse dalla morte con la Sua morte. Per amore. SOLO PER AMORE... E adesso tu... ce la fai a guardarmi negli occhi?
No, non ce la faccio e provo vergogna. Ma adesso so: la pena del mio cuore non ti è sconosciuta, l’angoscia che mi ha schiacciato i pensieri, la paura che si è divertita a tingere di nero il mio futuro non hanno potuto vincere su di me perché (lo hai detto Tu) mi ami.
E... mentre io inveivo contro te, mentre gli uomini pronunciavano quella condanna, tu lavoravi a mio favore, per mio figlio, per la mia casa, per il mio cuore di madre affaticato dal dolore. Che sollievo! Puoi capirmi! Il mio dolore è stato il tuo, le mie lacrime non erano strane per te, e adesso so che anche per la mia rabbia hai avuto una giustificazione.
Intuisco che conosci tutto di me: i pensieri, le sensazioni, i sentimenti, le reazioni. Comprendo che puoi rispondere ad ogni domanda, sai asciugare ogni lacrima, puoi calmare ogni tremito del mio cuore. E finalmente... finalmente mi viene restituita la dimensione di figlia fiduciosa, finalmente la tua pace raggiunge il cuore, le tue certezze accarezzano la mente, il respiro si fa normale, il petto non mi duole più: Dio ha stabilito la salvezza per Valerio. E io mi accoccolo nelle tue mani (NON SO FARE ALTRO), tranquilla, sotto il tuo sguardo buono (NON VOGLIO FARE ALTRO) e finalmente… riposo!
Adesso sì, posso guardarti negli occhi!

Angela Peluso

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