ChristianLifeStyle a 360°

FACEBOOK     YOUTUBE     PHOTOBUCKET     WORSHIP     CONTACT


sabato 22 dicembre 2012

Walter Durante


Cari lettori,
questa nuova rubrica "Be-free -Liberi in Cristo" fonde il lavoro di due attività, quella del "Magazine SL" e quella de "Il vero senso della vita". "Il vero senso della vita" è un'opera che ha come obiettivo l'aiuto e l'assistenza ai detenuti all'interno dei penitenziari italiani. Quest'idea è nata perché sempre più spesso i detenuti, alla fine degli incontri a tema con proiezioni video, rappresentazioni di mimi, concerti e messaggi dalla Parola (lì dove concesso), chiedevano libri e giornali cristiani da leggere. 

A tal proposito, quando la dirigenza carceraria lo consentiva, veniva distribuita l'intera Bibbia o parte di essa, ma alcuni detenuti consideravano la Bibbia come un libro qualsiasi, altri palesavano una certa difficoltà di comprensione, altri ancora addirittura consideravano la Sua lettura una prerogativa di una cerchia ristretta di "eletti". Ecco allora l'idea… Sunday Life può essere un valido strumento di comunicazione cristiana proprio all'interno dei penitenziari, con l'obiettivo di far comprendere l'importanza della Bibbia quale Parola di Dio.
"Liberi in Cristo" sarà la rubrica che parlerà di loro con testimonianze di uomini ancora detenuti, che hanno accettato Gesù come proprio personale Salvatore in carcere. Scriveranno per questa rubrica anche ex-detenuti, che non potrebbero testimoniare direttamente in altro modo, dato che a nessuno di loro è concesso rimettere piede in un carcere dopo aver scontato la propria pena. 
La redazione di SL è lieta di dedicare due pagine di ogni numero a questa rubrica, certi che Dio guiderà ogni cosa secondo il Suo progetto.
Di seguito è riportata la testimonianza di Walter Durante, ex-detenuto che ha permesso a Gesù di cancellare i suoi errori proprio in un penitenziario.
Silvio Romano

Pace a voi e ciao. 
Mi chiamo Walter, ho trentadue anni, sono di Taranto e voglio raccontarvi di come la mia vita sia stata trasformata da Gesù.
Era il 1991 quando decisi di dare una svolta alla mia esistenza. Premetto che prima di allora ero stato un ragazzo semplice e normale.
Svolgevo dei lavori saltuari, mi dedicavo quel poco che bastava alla famiglia e tutto andava bene.?Ricordo che un giorno, mentre mi preparavo per andare a lavorare, guardandomi allo specchio dissi: "io diventerò un mafioso".
Questo pensiero catturò così tanto la mia mente al punto da abbandonare il lavoro e cominciare a frequentare "gente di strada". Iniziai a commettere i primi crimini: spaccio di droga, rapine e quant'altro... così cominciai ad avere molta familiarità con le forze dell'ordine; infatti fui anche arrestato diverse volte. 
Per la prima volta nel 1992 feci uso di un'arma da fuoco; in quella circostanza ferii ad una gamba mio fratello che era tossicodipendente e mi aveva rubato dei soldi. Ebbe inizio il mio calvario di sofferenza e paura che invadevano la mia mente, ma ugualmente decisi di fare un "salto di qualità": inserirmi in gruppi mafiosi che sotto alcuni aspetti erano spietati, infatti si commettevano estorsioni, omicidi, traffici di droga, attentati, etc...
Dal 1992 al 1996 entrai cinque volte in carcere e in una occasione fui ferito ad una gamba con un'arma da fuoco. Era un avvertimento a non giocare con certe situazioni illecite, per cui dovetti procurarmi un giubbotto antiproiettile e molte volte viaggiare in auto blindate.
Nel 1998 arrivò il colpo che doveva mettere fine alla mia scalata verso il potere. Fui arrestato a Genova perché responsabile di tutti i reati di cui vi ho raccontato (ero stato scoperto) mentre alcuni miei amici vennero arrestati perfino per aver commesso omicidio; ringrazio Dio, oggi, che mi ha preservato dal togliere la vita a qualcuno.
Nel carcere di Genova iniziai a fare uso di psicofarmaci perché ero molto depresso e avevo il sistema nervoso a pezzi, tanto che non riuscivo a dormire e quando ci riuscivo ero assalito dagli incubi.?Dopo qualche settimana fui trasferito nel carcere di Lecce, dato che era in corso il processo a mio carico nel quale erano coinvolte altre ventisette persone e questa situazione aggiungeva peso su peso.?Arrivò l'anno 2000 che portò la condanna: nove anni di carcere! Presi malissimo la notizia... volevo ancora essere qualcuno nell'ambiente malavitoso e fare chissà cosa e, sebbene mi trovassi con le mani legate (in tutti i sensi) era ancora forte in me il proposito di commettere molti altri crimini e, appena fuori, l'avrei attuato.
Nel marzo dello stesso anno, quando tutto ormai era segnato, mi giunse in prigione una notizia che mi sconvolse per l'ennesima volta: mio fratello di ventinove anni era morto per un'overdose di droga... il mondo mi era caduto addosso.
Agostino, un ragazzo di Taranto, amico di infanzia e allora missionario nella tenda "Cristo è la Risposta", mi aveva scritto una lettera che mi aveva lasciato molto perplesso perché leggevo delle parole nuove per me: Gesù ti ama... Egli è morto per i tuoi peccati... Lui può liberarti... e cose del genere. Così, dopo il funerale di mio fratello, tornai nella mia cella, mi distesi sul letto e cominciai a meditare su quelle parole "strane".
Una mattina mi svegliai con gli occhi pieni di lacrime, piangevo per mio fratello e per la mia vita disastrosa... sentii all'improvviso l'impulso di afferrarmi alle sbarre della mia cella e gridare con tutto il cuore a questo Gesù di cui Agostino mi aveva parlato, così mentre chiedevo a Dio di intervenire nella mia vita, avvertii una presenza su di me la quale mi attestava che Lui aveva risposto alla mia preghiera. Qualcosa in me cambiò in modo inspiegabile da allora: all'improvviso non volevo più ingerire farmaci, non riuscivo a litigare più con nessuno, smisi di fumare e una grande e nuova pace invadeva sempre di più tutta la mia vita... iniziavo a pregare, ringraziavo Dio per il cibo che consumavo e sentivo che tutto quello che facevo era giusto.
Un giorno, passeggiando nel cortile del penitenziario, ascoltavo una cassetta del pastore Vittorio Fiorese della tenda "Cristo è la Risposta". Parlava del battesimo dello Spirito Santo… mentre il pastore invitava tutte le persone a chinare il capo, io alzai il mio verso il cielo, come per chiedere a Dio cosa avrebbe fatto in quel momento per me e a quel punto, ricordo, mi sentii sollevare da terra e scoppiai in un pianto talmente forte che, a distanza da me, alcune persone udirono... capii che Dio ancora una volta mi stava dimostrando che solo Lui poteva operare nella mia vita. Ricordo che si avvicinò un mio amico e mi chiese cosa fosse successo per portarmi a piangere in quel modo e io non potevo che rispondere: il Signore mi ha fatto nascere di nuovo, mi ha dato una nuova vita ed io non sono più quello che tu hai conosciuto.
A distanza di un anno da quella esperienza, avvenne il miracolo della scarcerazione per decorrenza dei termini, anche se avevo ancora otto anni da scontare.
Cominciai a frequentare una piccola comunità evangelica il cui responsabile è mio zio che mi ha battezzato nelle acque, mentre, dopo qualche tempo nella tenda "Cristo è la Risposta", Gesù mi battezzò nello Spirito Santo. Ora dopo quattro anni, grazie a Dio, Lo servo e so che grazie a Lui la mia vita passata non esiste più. Ho ricominciato vivendo una vita di fede, frequento una scuola biblica e la comunità del pastore Rotelli, mi impegno per essere trasformato da Dio secondo la Sua volontà e la Sua gloriosa immagine. Dio vi benedica tutti.

Walter Durante


 ¹Battesimo nello Spirito Santo è un espressione che richiama l'esperienza fatta dai primi discepoli sull'alto solaio dopo che Gesù risuscitò e ascese al cielo. È, infatti, scritto che lo Spirito Santo scese e apparvero sugli astanti delle lingue come di fuoco e tutti iniziarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro di esprimersi. Nel tempo Dio ha voluto lasciare quest'ultimo segno, il parlare in altre lingue, che indica appunto un'immersione (battesimo) nello Spirito Santo. Ancora oggi accade in tutti quelli che lo ricercano.





Nessun commento:

Posta un commento

Locations of visitors to this page
Pagine visitate:  



Torna in cima alla pagina