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sabato 22 dicembre 2012

La forza dell'amore



La storia di Israel Houghton

Nel nostro vivere quotidiano si sprecano i riferimenti, i concetti e i pensieri sulla differenza che c'è tra l'apparire e l'essere. E la società che ci circonda sembra maggiormente aumentare questa dicotomia proponendoci di volta in volta vari modelli per adeguarci e per non diventare "out".

Ma, così come un uomo di cultura non può fare l'errore grossolano di giudicare un libro dalla sua copertina o un musicista lasciarsi influenzare dalla grafica di un album, quanto più un cristiano è chiamato dal Signore a non giudicare gli altri con approssimazione e superficialità, ma come figli di Dio siamo chiamati a "non guardare all'apparenza […] ma al cuore". Diciamocela tutta: un atteggiamento, un modo di fare, una parola detta in un certo modo molto spesso ci hanno portato a saltare a conclusioni errate e affrettate. Abbiamo etichettato, e in maniera ingiusta, il nostro prossimo solo perché non ci ha fatto "una buona impressione"! Tempo fa, il Signore mi diede un insegnamento in tal senso attraverso un semplice episodio che si è rivelato in seguito di grande benedizione per la mia vita. Da appassionata di musica mi ritrovai sotto gli occhi l'album di un musicista cristiano. Dopo aver dato una rapida occhiata alla copertina, decisi che la sua musica "non mi piaceva" e lo accantonai senza troppi complimenti! Pochi mesi fa, mi imbattei  di nuovo nel nome di questo musicista; mi piacque il titolo del cd  "Ama Dio. Ama il prossimo" e così decisi di ascoltarlo. Quale piacevole sorpresa mi attendeva! Il Signore ha benedetto particolarmente la mia vita con quei canti. Ho capito che dietro ogni uomo c'è sempre una storia e che come figli di Dio ci dobbiamo sforzare ogni giorno di andare al cuore delle persone piuttosto che galleggiare in superficie, magari pensando ciò che a noi fa comodo pensare; perché andare in profondità costa! "Facendo conoscenza" con questo musicista ho scoperto un uomo di Dio, un uomo di fede, nato perché Egli lo ha voluto e la sua vita, il suo ministero era tutto un piano meraviglioso di Dio. Israel Houghton, questo è il nome del cantante e musicista cristiano, doveva essere aggiunto  alle statistiche stilate annualmente negli Stati Uniti, sul numero crescente di aborti. Sua madre bianca, il suo padre biologico, nero. Questa ragazza diciassettenne pianista talentuosa, con una splendida carriera concertistica, si ritrova nella difficile situazione di scegliere o meno di tenere questo bambino. Non un semplice bambino, ma uno nato da una relazione con un afroamericano. La cosa già di per sé scandalosa per quei tempi, aveva l'aggravante di essere vissuta negli anni '70 e nella piccola cittadina di Waterloo (Iowa) che in quei tempi era una società molto segregazionista. Tutto remava contro di lei, i suoi genitori le avevano consigliato di abortire. Non poteva distruggere la sua carriera così, ma lei, fermamente, decise di non farlo. Lasciò la sua casa paterna e andò a vivere con il padre del figlio che aspettava. Quando era all'ottavo mese di gravidanza questi la lasciò e lei cadde in depressione. La sua vita era uno sfacelo! Si trovava lontana chilometri da casa, incinta di un figlio il cui padre era un uomo di colore, lo stato della California subito pronto a toglierle quel bambino perché non ritenuta una buona madre. Era la storia perfetta per un film! Ma Dio che è sovrano e che ha un piano per ognuno di noi, raggiunse quella ragazza proprio li mentre camminava per strada. Nelle vicinanze passava quel giorno una credente. Era in auto, stava sbrigando le sue commissioni, quando ad un tratto sente la voce dello Spirito Santo che le intima di accostarsi e di andare proprio da quella donna li su quel marciapiede e di dirle che Gesù l'amava. Lei si fermò, non resistette alla voce del Signore e quando fu vicino alla ragazza le disse: "non ti conosco, e non voglio infastidirti, ma stavo guidando nelle vicinanze e ho davvero sentito il bisogno di venire da te e dirti che Gesù ti ama. Non sei dimenticata. Hai fatto la cosa giusta. Andrà tutto bene". In quell'istante quella ragazza cadde in ginocchio e diede il suo cuore al Signore. Proprio li, all'angolo di strada di Carlsbad Avenue, alla periferia di San Diego (California). La sua vita fu trasformata e il segno evidente di questo cambiamento fu il nome che ella diede a suo figlio "Israel" (Israele: principe di Dio). La vita di Giacobbe era stata la sua: rigettata, abbandonata, aveva trovato Gesù che l'aveva trasformata e riempita d'amore. La vita di Israel non è stata semplice. Ha dovuto lottare per buona parte della sua vita, fino a quando non ha accettato Gesù come suo personale Salvatore, contro il pregiudizio, la parzialità, l'essere etichettato dalla famiglia di sua madre come quello di colore. In uno dei tanti episodi riguardanti la sua fanciullezza racconta uno in particolare in cui trovandosi a casa del nonno paterno per la prima volta (dopo la conversione sua madre si riconciliò con la famiglia) insieme ai parenti tutti, vide suo nonno che giocava insieme ai suoi cugini nel prenderli in braccio. Nella semplicità di un bimbo di 7 anni, pensò che nonostante tutto, suo nonno non lo avrebbe mai rifiutato se anche lui avesse fatto la stessa cosa. Quanto amara fu la sorpresa quando si ritrovò a terra perché lui invece, lo aveva respinto! Quante delusioni, quanta amarezza nel cuore di un ragazzo che voleva essere amato e accettato. Mentre cresceva tra i banchi di chiesa con questo grave peso che opprimeva la sua vita, uno dei worship leaders gli disse: "lanciati nelle braccia di Dio e lasciati amare!". E fu ciò che fece Israel. Il Signore lo toccò in maniera straordinaria e comprese che se fino a quel momento si era sentito uno sbaglio, un incidente di percorso nella vita di sua madre e di suo padre, non era stato così per Dio. Egli aveva un piano ben preciso per la sua vita. Ciò che aveva affrontato gli sarebbe servito per far superare le stesse sofferenze agli altri attraverso lo strumento che Dio gli aveva messo tra le mani: la sua vita! Multi strumentista, arrangiatore, cantautore, artista premiatissimo e apprezzato dal panorama cristiano e non, Israel è diventato il worship leader della Lakewood Church una delle chiese evangeliche più grandi d'America ha formato una band Israel and New Breed e da anni svolge un ministero attivo di pastorato. "Sono qui oggi grazie alla fedeltà di quella donna verso Dio per aver condiviso il Vangelo con mia madre". Ecco che cosa può fare Dio! La sua vita, è una vita di adorazione e di comunione. Spesso ripete "la lode e adorazione è stata un mio stile di vita prima ancora che diventasse la sezione di una libreria" e la sua musica somiglia alle sue origini; una mescolanza di generi e stili. Lui la definisce "la musica del Regno" perché in cielo non ci saranno distinzioni di sorta. Perché "in cielo non avremo sezioni di musica nera o bianca […] il Regno ha un suono […] la gloria ha un suono ed io voglio esserne parte attiva". Che cosa mi sarei persa in termini di benedizioni, di insegnamenti, di incoraggiamento se anche questa volta non fossi andata oltre! Se in quel giorno quella credente non fosse andata oltre ciò che riteneva essere frutto della sua immaginazione, non avrebbe mai portato quella donna sola e disperata ai piedi di Gesù. Tutto questo, la vita, il ministero di questo uomo di Dio, Israel, le persone che ha potuto raggiungere con il messaggio dell'Evangelo attraverso la sua musica, non sarebbe stato possibile. Se ti fregi del nome "figlio di Dio" anche tu devi andare oltre! Oltre il tuo pensiero, oltre il tuo giudizio, oltre il colore della pelle o l'estrazione sociale o quella familiare. Dio ci chiama a vedere oltre. Vedere come Gesù vede, amare come Gesù ama, sentire come Gesù sente, senza filtri o finzioni. Dio vuole che noi abbiamo bene aperti gli occhi della fede per vedere il mondo che muore e amarlo con lo stesso intenso amore con cui lo ama Lui. 

"ero quel perduto che è stato ritrovato,
ero quell'orfano che hai adottato e portato nella Tua casa
 ero come quegli uomini disperati
che vivevano per le strade […]
e ora voglio amare come Tu ami, amare come Tu ami, […]
Signore, voglio perdonare come Tu perdoni 
e abbracciare chi Tu hai salvato aiutami ad amare
gli altri come li ami Tu …
come Tu ami me."
("Others" di Israel Houghton)

Cristina Larino



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