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sabato 22 dicembre 2012

Apocalisse: cosa succederà tra poco?



Vorrei premettere, prima di arrivare al cuore del messaggio di questo articolo, che Gesù Cristo nella Sua Parola, la Bibbia, ci invita ad essere pronti per un evento noto come il Suo ritorno. Infatti Lui stesso in uno dei Suoi discorsi riguardanti questo soggetto afferma: "Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell'ora che non pensate, il Figlio dell'uomo verrà"… e ancora: "Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi". 

Il messaggio del ritorno di Cristo Gesù, occupa un posto centrale nella Parola di Dio. È una dottrina fondamentale delle Sacre Scritture ed è largamente trattata in tutta la Bibbia, infatti: la metà delle numerose profezie bibliche, sono relative al Suo ritorno; circa millecinquecentoventisette versetti dell'Antico Testamento parlano di questo glorioso avvenimento; su duecentosessanta capitoli del Nuovo Testamento, il ritorno di Gesù è menzionato trecentodiciotto volte; in media un versetto su venticinque, tratta questo messaggio; ventitré, dei ventisette libri del Nuovo Testamento, ne fanno menzione. Gesù stesso ne ha parlato durante il Suo breve ministerio sulla terra, come prima detto, dichiarando più volte ai Suoi discepoli che, dopo aver adempiuto la Sua missione di redenzione ed essere andato in gloria, sarebbe ritornato per i Suoi. 
Dopo l'avvenimento dell'ascensione, gli apostoli hanno sempre proclamato e vissuto questa realtà importante come se fosse un avvenimento che doveva realizzarsi nell'immediato. A conferma di quanto detto, ricordiamo che il saluto dei primi cristiani consisteva proprio in un termine aramaico, "Maranatha", che significa: "Signore vieni". Questo desiderio della Chiesa è espresso in molte parti della Bibbia, in cui si evince la necessità di vivere come se ogni giorno fosse l'ultimo. A tutto ciò si aggiungono le diverse parabole insegnate da Gesù su questo tema: la rete, le dieci vergini, le mine, i servitori fedeli ed infedeli… e tante altre ancora. Alla luce di ciò non possiamo non fare un esame della nostra posizione e condizione davanti a Dio. È fondamentale che ognuno di noi si ponga le seguenti domande: "Sono pronto per il ritorno di Gesù?  Ho accettato Cristo Gesù come mio personale Salvatore?  Ho confessato a Lui i miei peccati?  Sono nato di nuovo? Sono sicuro che quando Gesù ritornerà andrò con Lui?".
Se queste domande nella tua vita hanno una risposta affermativa, bene, continua per la stessa strada, ma se la risposta è negativa, caro lettore, devi prepararti ad incontrare il tuo Dio. Molti alla luce delle domande sopra citate, chiedono: "Come posso prepararmi?".
La prima cosa da fare è procurarsi la Bibbia, la Parola di Dio, essa è l'unica fonte da cui si possono trarre i consigli per vivere e condurre una vita che piace a Lui! La Bibbia rimane l'unico messaggio lasciato da Dio all'umanità che ci permette di prepararci per il Suo glorioso ritorno.
L'apostolo Paolo, un uomo che scrisse ispirato da Dio parte della Bibbia, nei primi capitoli della lettera indirizzata ai cristiani romani parla dell'universalità del peccato, affermando che "tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio". Egli inoltre descrive con termini molto forti quelle che sono le caratteristiche possedute dall'uomo che vive nel peccato: "… mente perversa, ingiustizia, malizia, malvagità, cupidigia, pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di odio, di malignità, calunniatori, maldicenti, abominevoli, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi del male, ribelli ai genitori, spietati, senza affetti naturali…". Oltre a questo elenco, nello stesso brano, Paolo parla di idolatria e di immoralità, affermando che "non c'è nessun giusto, neppure uno, tutti vivono nel peccato sotto la condanna eterna". Dunque, come può l'uomo raggiungere il cielo? Forse pagando una somma di denaro o facendo pellegrinaggi? Oppure cercando una raccomandazione da parte di qualche santo proclamato tale dagli uomini? C'è anche chi pensa che bisogna soffrire, in modo da impietosire Dio per ricevere qualche grazia… assolutamente no!
La Bibbia, nel libro dei Salmi si esprime a riguardo in questo modo: "Ma nessun uomo può riscattare il fratello, né pagare a Dio il prezzo del suo riscatto. Il riscatto dell'anima sua è troppo alto, e il denaro sarà sempre insufficiente, perché essa viva in eterno ed eviti di veder la tomba". Nessuno può pagare a Dio il prezzo del Suo riscatto, il denaro farà sempre difetto. Sempre l'apostolo Paolo dopo aver descritto l'uomo senza Dio, dà delle chiare indicazioni sul come prepararsi per il cielo; infatti egli scrive: "Ma sono giustificati gratuitamente per la Sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue". 
Quindi bisogna in tutta semplicità rivolgersi a Cristo Gesù, accettare il Suo sacrificio, chiedere umilmente perdono per i propri peccati, fare dietro-front alla direzione della vecchia vita di peccato. In quel preciso momento in cui si decide di fare ciò, Gesù Cristo ci purifica da ogni peccato!
Dio ci salva per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: il nostro vecchio uomo muore, nasce l'uomo nuovo e il nostro nome viene scritto nel libro della vita… da quel momento si inizia a vivere una vita nuova servendo Dio e santificandosi per il Suo glorioso ritorno. Solo così potremo dire a Gesù, senza paura, insieme a tutti coloro che Lo avranno accettato come personale Salvatore: "Vieni"… sentirai la voce del Signore che risponderà: "Si, vengo presto" (Apocalisse 22: 17,20).

Raimondo Mennella



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