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venerdì 11 maggio 2012

Volando insieme




"Le ali della Chiesa”…buttato così può sembrare il titolo di un film, una cosa immaginaria, una espressione senza senso, nulla di realistico, fantasia. Invece, è una realtà concreta, un obiettivo quotidiano che la Chiesa (intesa come promessa sposa di Cristo) si prefigge e si deve prefiggere, cioè VOLARE.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di farlo... magari in un aereo, o trascinati dalle ali dell’entusiasmo... le ali di una magica “bolla di sapone” che ci porta a tre metri sopra il cielo (questo sì che è il titolo di un film). Ci sembra di averlo fatto quando abbiamo raggiunto un obiettivo tanto atteso, quando una madre ha abbracciato il figlio appena partorito, o ritrovi i tuoi cari che da tempo non vedevi. Ci si trova in una tale sensazione di benessere, da farci esclamare: “Mi pare di volare!”. Mi pare… ma non sto volando!
L’avete mai vista un’aquila che spicca il volo? È maestosa. Si alza in maniera imponente sospinta dalle sue grandi ali che si muovono all’unisono, quasi a tempo di una danza lenta o al ritmo di un’opera sinfonica; senza le ali non si può volare, l’aquila senza le ali è nulla, come le ali senza l’aquila.
Così è anche per la Chiesa e per noi che ne facciamo parte. Se vogliamo volare, se intendiamo decollare con le benedizioni del Signore e desideriamo realmente vedere la Sua gloria che ci porta all’apice del benessere spirituale, dobbiamo spiegare le nostre ALI. Le ali sono l’organo che consentono il volo, quelle che muovendosi in maniera reciproca consentono di vincere la forza che oppone l’aria e di far salire di quota un qualsiasi corpo. Sono quelle che, in pratica, fanno il “lavoro sporco”, si sbracciano, sudano e faticano per poter salire. Ed è lo stesso in una Chiesa; le ali lavorano per la Chiesa e la Chiesa può decollare grazie alle ali. Sono due cose imprescindibili: se una delle due non c’è, entrambe non hanno ragione di esistere.
Ma quali sono le ali in una chiesa? Sono le opere! Le evangelizzazioni, le accoglienze, le missioni, i compiti vari con cui servire e “lavorare” per il Signore; c’è bisogno di lavoro, di adoperarsi, darsi da fare, altrimenti non si leggerebbe nella Bibbia: “La mèsse è grande, ma pochi gli operai”, dove per mèsse, per campo, si intende il mondo che muore ed ha bisogno dell’Evangelo, ha bisogno di noi che glielo annunziamo.
Le ali in una Chiesa le puoi scorgere quotidianamente (o continuamente), quando vedi un gruppo di persone che vanno a prendere i ragazzini delle case popolari e li presentano al Signore, sopportandoli con molta pazienza e costanza; oppure dei coristi, cantanti o musicisti, che macinano chilometri per intervenire solo in 2 o 3 occasioni... magari, però, con un canto portano un’anima a Cristo. Le ali della chiesa sono i fratelli che accudiscono e curano una famiglia bisognosa, e le parlano continuamente del messaggio della Nuova nascita. Le ali della chiesa sono un ragazzo che semplicemente con un “Dio ti benedica!”, o le poche parole “Sto pregando per te!”, ti strappa un sorriso in un momento difficile.
In altre parole, le ali siamo noi! Siamo noi che dobbiamo chiedere continua forza al Signore di lavorare per Lui, senza arrenderci se vediamo che il campo non finisce mai, ma impegnandoci ancor di più e tenendo alta la testa per vedere che prima o poi, con perseveranza, ci staccheremo dal suolo e saliremo tutti insieme, viaggeremo sulle ali dello Spirito e vedremo la gloria del Signore in tutta la Sua maestà! Dobbiamo dare, dare incondizionatamente per l’opera del Signore. Dobbiamo farlo con gioia, perché c’è più gioia nel dare, che nel ricevere. Ed è verissimo, perché noi più diamo più riceviamo! Il Signore non manca mai di “premiare” coloro che si adoperano per Lui, accompagnandoli con la Sua presenza tangibile. Ci sono momenti, attimi in cui durante una manifestazione potente della gloria di Dio, se chiudi gli occhi ed ascolti solo quello che ti succede intorno, ti sembra di stare in Paradiso, di ascoltare il canto degli angeli… questi momenti li definirei “angoli di cielo”… e manco a farlo apposta, li ho vissuti specialmente quando ero impegnato in un compito per il Signore, mentre mi accingevo a dare la spinta alle “ali”.
Le ali sono utili, qualsiasi compito svolgano, in vista o non in vista, pubblico o privato, perché costituiscono la parte motrice della Chiesa che sta per spiccare il volo, e non c’è maggiore o minore importanza del compito che svolgi, c’è solo maggiore o minore responsabilità.
Davanti al Signore ogni mansione, ogni compito è importante! Siamo tutti utili! I servi di Dio collaborano tra di loro, si rispettano e vivono di comune accordo, sono “abbeverati di un solo Spirito”, perché sono membra del corpo di Cristo... il glorioso corpo di Cristo. E nel corpo non ci sono elementi inutili, o qualcosa di valenza superiore all’altra, come dice l’apostolo Paolo: «Infatti, il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: “Siccome io non sono mano, non sono del corpo” non per questo non sarebbe del corpo. Se l’orecchio dicesse: “Siccome io non sono occhio, non sono del corpo”, non per questo non sarebbe del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ma ora Dio ha collocato ciascun membro del corpo come ha voluto. Se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? Ci son dunque molte membra, ma c’è un unico corpo». In quel corpo ci siamo io e te! Non scoraggiamoci, non sentiamoci inutili, o inferiori, perché stiamo servendo il Re dei re, e se Cristo ci ha voluti in questo meraviglioso insieme, è perché noi dobbiamo stare lì e fare quello che possiamo: il nostro massimo. Noi impegniamoci per il possibile, all’impossibile ci pensa Lui!
Continuiamo ad aprire le nostre ali, le ali della fede e delle opere, altri due elementi indissolubili; la fede e le opere cooperano, viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda, perché “come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza opere è morta”.
Adoperiamoci, uniti, compatti, con la fede e la certezza che il Signore ci apprezza per quel che facciamo, anche solo per quel bicchiere d’acqua portato ad uno dei Suoi minimi.
Continuiamo a spandere e a diffondere l’Evangelo ad ogni creatura. Camminiamo insieme da Dio sostenuti, teniamoci per mano, esortandoci gli uni con gli altri. Preghiamo che ogni gesto e ogni parola che usiamo per il Signore, sia guidata da Lui e porti beneficio agli altri e a noi stessi. Solo così potremo volare REALMENTE, un giorno, tutti insieme con il Signore nel cielo per l’eternità! E là, sì che potremo girare il film “Le ali della chiesa”, ma non sarà fantastico, sarà la realtà!!! E poi dovremmo pur fare qualcosa visto che abbiamo tutta l’eternità davanti, no???

Emilio Sabatelli


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