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venerdì 11 maggio 2012

Sulle ali della fede



Che cos’è la fede? Se pensiamo alla parola fede la nostra mente va a tutto ciò che è religioso o mistico. Spesso vediamo la fede come un qualcosa di astratto, a cui le persone si aggrappano per dare un senso alla vita o dare risposta a tutto ciò a cui umanamente non si può rispondere.

La fede in realtà è concretezza, certezza, praticità, razionalità...

Circa duemila anni fa, alcune persone guidate dallo Spirito Santo, hanno parlato spesso di fede in vari episodi della parola di Dio, ma ci terrei a soffermarmi su uno in particolare. Nel vangelo di Matteo al capitolo 14 leggiamo che una sera Gesù dopo una dura giornata, obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva del mar di Galilea, mentre Egli nel frattempo avrebbe congedato la gente. Dopo aver fatto ciò, si ritirò in disparte sul monte a pregare. E, venuta la sera, rimase lassú tutto solo. Nel frattempo la barca, già di molti stadi lontana da terra, fu sorpresa dalle onde, il vento era contrario e si scatenò una vera e propria tempesta. Ma alla quarta vigilia della notte, Gesú andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «“È un fantasma!” E dalla paura gridarono. Ma subito Gesú parlò loro e disse: “Coraggio, sono io; non abbiate paura!” Pietro gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sulle acqua”. Egli disse: “Vieni!” E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesú. Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!” Subito Gesú, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò».
Forse starai pensando che non ti sei mai trovato in una situazione simile, ma possiamo paragonare questo piccolo viaggio dei discepoli al viaggio della nostra vita. Ci sono momenti nella nostra vita in cui improvvisamente arrivano delle tempeste tali da mettere a dura prova ogni nostra sicurezza. Problemi economici, familiari, fisici potrebbero far svanire in un attimo ogni nostro sogno. E proprio come per quei discepoli, arriva lo sgomento e la paura. Sembra che ormai non c’è più nulla da fare, quando all’improvviso nella notte più cupa e difficile, arriva Gesù camminando sulle acque tempestose. Credo che immedesimarsi nella scena sia interessante: le onde del mare che scuotono la barca a destra e a sinistra, il vento impetuoso e per non bastare la visione di un fantasma. Come avresti reagito? Io credo che avrei iniziato a gridare proprio come fecero quei discepoli.
Caro amico/a è proprio durante le prove che spesso riusciamo a scorgere Gesù, ma a volte tanto è lo sgomento che nemmeno la Sua presenza ci rassicura. Poi Gesù parla ai nostri cuori dicendoci: “Coraggio, sono io; non abbiate paura!”. Gesù raggiunse i discepoli camminando sulle acque, di certo non per impaurirli ma per dimostrar loro la Sua potenza, perché ricordiamoci che Gesù può ogni cosa. A nessuno venne in mente di mettere alla prova Gesù; si accontentarono di ciò che videro. Ma non fu così per Pietro. Egli voleva assicurarsi che di fronte a lui c’era davvero il Signore Gesù. A volte caro lettore ci accontentiamo di avere di Gesù una conoscenza superficiale e ci fidiamo di ciò che ci mostra la religione, ma se ci fermiamo a questo non potremmo mai sperimentare nella nostra vita chi è veramente il Re dei re.
Pietro voleva essere sicuro che Gesù era lì davanti a lui! E tu sei sicuro di avere Gesù davanti a te? Cosa ti dà tale certezza? Perciò Pietro non perse tempo e Gli disse: «Gesù se sei tu comandami di venire da te sulle acqua, ed Egli ripose: “Vieni!”».
Adesso entra in azione la fede: cosa fare, scendere dalla barca per qualcosa di incerto ma che potrebbe essere la via di uscita o rimanere sulla barca che ti sta portando alla deriva?
Pietro scelse di scendere dalle sue ormai fallaci certezze. Mise il primo piede sull’acqua, poi il secondo e miracolosamente riuscì a fare ciò che mai nessuno avrebbe potuto fare: camminare sulle acque. Ecco che la fede diventa concretezza, praticità, razionalità. L’acqua stava sorreggendo Pietro e ciò non era né immaginazione e nemmeno auto illusione, ma realtà! Stai vivendo la realtà di Cristo nella tua vita? Puoi dire di avere la certezza che ciò in cui credi non è illusione ma è qualcosa di concreto? Certamente Pietro poteva avere la dimostrazione che di fronte a lui c’era davvero Gesù.
Ma la fede di Pietro ad un certo punto vacilla in quanto il suo sguardo lascia Gesù e vede il vento. Forse anche tu hai iniziato tempo fa un cammino di fede che ti ha fatto realizzare belle realtà, ma ora stai affondando nei dubbi e nei problemi. Se nella tua vita la fede sta venendo meno, anche tu come Pietro puoi gridare: “Signore, salvami!” ed Egli non mancherà di stendere la Sua mano e afferrarti.
Caro lettore impariamo anche noi a vivere una fede concreta. A volte diciamo di avere fede ma la nostra vita è costernata da incertezze e preoccupazioni. Colui che ha fede in Gesù non si ferma, non indietreggia, non si abbatte ma continua il suo cammino guardando a Lui. Certo il momento di incertezza può arrivare ma Gesù è ben pronto nel soccorrerci. Ricordiamoci che Dio è l’Onnipotente e che è al di sopra di ogni persona, situazione e condizione. Anche se tutto crolla intorno a te, ricordati che Gesù in un istante può fare ciò che nessuno umanamente potrebbe fare. Perciò non mollare, non molliamo, ma continuiamo ad avere fede, così potremo associarci a quanto scritto nella Bibbia: “I giovani si affaticano e si stancano; i piú forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”.

Alfredo Castellani


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