ChristianLifeStyle a 360°

FACEBOOK     YOUTUBE     PHOTOBUCKET     WORSHIP     CONTACT


venerdì 11 maggio 2012

Le ali della testimonianza



Mi chiamo Anna e mi piacerebbe farvi conoscere la storia di una donna che ha amato Gesù fino all’ultimo istante della sua vita. Questa persona è mia madre, che circa un anno fa è andata col Signore, lasciando sia a me e alle mie sorelle un’eredità indelebile. Andando a ritroso nel tempo, anni fa, la nostra vita era avvolta nel buio più totale, vivevamo nelle tenebre morali e spirituali. Mia madre aveva una grave depressione ed era continuamente sottoposta a farmaci, aveva girato tanti ospedali, ma senza risultato. Anch’io, crescendo e divenuta adolescente, iniziavo ad essere ribelle a tutti i buoni insegnamenti che lei mi aveva impartito. Mi piaceva frequentare le discoteche, mi piaceva ballare, sarei voluta diventare qualcuno di importante, ma non c’erano possibilità. Un giorno, però, la Luce di Gesù è entrata nella nostra casa. Un fratello di mia madre che aveva trascorso anni in carcere, ci disse di aver incontrato Gesù, non un Dio morto che era lì sulla croce e non poteva far nulla, ma un Dio vivente che trasformava la vita delle persone, un Dio al quale potevi raccontare le tue tristezze ed essere certo che ti comprendeva perché ti amava. Dopo varie peripezie mia madre lasciò la casa ai Quartieri Spagnoli a Napoli e venne a vivere a Casalnuovo di Napoli.


Di lì a poco cominciò a frequentare la comunità evangelica e il Signore operò in lei una meravigliosa trasformazione. La salvò e la riempì di Spirito Santo, Dio mostrò la Sua gloria tutto in una sera. Cominciò a testimoniare a tutti di ciò che Dio aveva fatto per lei, anche nel luogo dove viveva prima, soprattutto a noi figli dava un vero esempio di come amare Dio. Gesù era diventato il centro della sua vita. Tuttavia io non volevo accettare ancora il Signore come mio personale Salvatore, perché volevo vivere la mia vita. Però, una sera insistette che io l’accompagnassi ad una tenda installata per evangelizzare… e lì avvenne anche per me il miracolo: quella sera fui salvata e alcuni giorni dopo, mentre ero a casa, il Signore mi battezzò nello Spirito Santo. Pian piano, il Signore operò un cambiamento nella nostra casa e nel nostro modo di vivere. Mia madre era sempre pronta a dare parole di conforto a chiunque ne avesse bisogno, la sua casa era aperta a quanti avevano bisogno di un consiglio, di un incoraggiamento. Insieme ad alcune sorelle si dedicò ad aiutare spiritualmente (e a volte anche materialmente) gli anziani di una casa di riposo. Un giorno cominciò a non sentirsi bene, una malattia la colpì. Iniziò ad avvertire dolori ai reni e febbre, ma nonostante ciò continuava a servire il Signore, non mancando mai ai culti. La malattia non le permise più di muoversi dal letto ma, malgrado ciò, anche da lì continuò a incoraggiare con la sua testimonianza fratelli e sorelle che andavano a visitarla, soprattutto a noi figli ha lasciato un meraviglioso esempio di come vivere una vita cristiana. Un anno fa è andata col Signore, ma posso dire che le persone che ami non le perdi mai perché le porti con te nel tuo cuore. Gli ultimi due mesi della sua vita, mentre era in ospedale, ha evangelizzato quanti erano con lei nella stanza, ai parenti, al personale medico e al primario che l’assisteva. Alcuni mesi dopo la sua dipartita, guardando tra le sue cose trovai una lettera che mi aveva scritto ancor prima di conoscere il Signore, quando, in aggiunta ai problemi su citati, c’era quello di mia sorella Cinzia affetta da celiachia e di mia nonna che stava vivendo i suoi ultimi anni. In conseguenza a questi dolori familiari, tentò più volte il suicidio ma, nonostante ciò, nel suo scritto, si nasconde una piccola fede... Eccola riportata di seguito:

“Anna, figlia mia, ti prego, se mi succede qualcosa abbi cura di tua sorella perché tu sei la più grande. Cinzia sta poco bene, ha bisogno di tanto amore, cercate di andare d’accordo perché io non ce la faccio più a soffrire, sperando che Dio mi perdoni. Mi piange il cuore a lasciarvi, ma sono stanca. Mamma che ha tanto sofferto, vi dice questo perché sono molto esaurita. Vengono dei momenti in cui non mi so controllare. Voi tutti lo dovete capire. È capitata la malattia di mia madre, mi sento molto sola e non ho nessuno, un giorno lo capirete che ho tanto sofferto. Vi prego, abbiate tanta fede in Dio, Egli è grande e vi aiuterà. E poi con tante notti che sto facendo vicino a mia madre, sono stanca di pensare che un giorno non la vedrò più. Io dico che il Signore si è dimenticato di me. Vostra mamma vi vuole tanto bene, ma il mio fisico non ce la fa più, sono stanca. Se mi succede qualcosa perdonatemi, perchè ho un forte esaurimento, non lo so come va a finire, ma so solo una cosa, tutto questo non lo reggo più, perchè ho tanto sofferto e sono stanca. Almeno ho visto mio fratello Mario cambiare, lui che era il peggiore della famiglia, anche per lui ho sofferto. Lui mi dice che questa trasformazione l’ha fatta Gesù e mi dice che anche io devo pregarlo e Lui risolverà tutto. Io lo prego ma lui non mi risponde. Mio fratello dice che io non lo prego bene, ma io continuo a dire che il Signore si è dimenticato di me.
Vostra mamma”.

Mio zio Mario cominciò a portarla in chiesa e il Signore fece un grande miracolo, la salvò, la guarì dall’esaurimento e la battezzò di Spirito Santo. Il Signore non permise che lei si suicidasse, ma arrivò al momento giusto e compì una grande opera in lei. In molti cuori ha fatto la differenza non con le sue parole, ma con la sua vita spesa per cercare di portare quante più anime a Gesù. Oggi la ricordiamo con amore sapendo che ha realizzato ciò per cui ha vissuto: vedere Gesù faccia a faccia. Che Dio ci aiuti a vivere con questa certezza nel cuore coscienti che un giorno insieme a coloro che si sono avviati verso il cielo, potremo abbracciare il nostro Signore che ci ha sostenuti in questo cammino. Primi, ultimi, piccoli, grandi, poveri e ricchi accomunati dal fatto che Gesù ha perdonato i nostri peccati… questa è la chiesa di cui parliamo: non una religione, non un’istituzione, non un locale, ma uomini semplici che hanno chiesto a Gesù di diventare il proprio personale Salvatore. Ringrazio Dio per avermi dato una madre così, un vero esempio di fede e di amore per l’opera Sua e invito a quanti leggeranno queste righe a fare questa meravigliosa esperienza: conoscere Gesù. Come disse un servo di Dio: “Non conta quanto tempo viviamo su questa terra, ma conta il modo in cui lo spendiamo”. E per la gioia di quanti l’hanno conosciuta e amata vorrei concludere con alcune parole che lei stessa ha scritto poco prima di andare col Signore e che poi ho ritrovato nella sua Bibbia:

“Qualunque sia la causa del nostro dolore, c’è grande consolazione nel ricordo delle sofferenze di Cristo. Queste, ci assicurano che Gesù comprende ogni nostra afflizione. Aiutaci a confidare sempre in Te. Padre non meritiamo il favore che ti chiediamo, ma la nostra relazione di figli tuoi non è fondata sui nostri meriti, ma sui meriti del Signore Gesù, sulla perfezione della Sua opera. In Dio c’è conforto nel dolore, aiuto nella prova, forza nella debolezza, speranza nella morte. Il segreto della gioia: Dio al primo posto, poi gli altri, me stessa per ultimo”.

Dio ci benedica.

Anna Campochiaro


Nessun commento:

Posta un commento

Locations of visitors to this page
Pagine visitate:  



Torna in cima alla pagina