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venerdì 11 maggio 2012

Le ali della preghiera



Chiesa per me non vuol dire solo stare insieme quando tutto va bene; ma il vero significato è stare uniti soprattutto quando qualcuno di noi passa una difficoltà. Questo concetto mi è parso più chiaro quando mi ritrovai ad affrontare una difficoltà più grande di me.
Era il 1978 ed avevo 33 anni quando mi accorsi di avere un nodulo al seno.
All’inizio non mi accorsi della gravità della situazione, perché i medici mi dicevano che non era grave e senza farmi fare accertamenti specifici, mi operarono. L’intervento si complicò a tal punto che pensavano avessi un emorragia interna, ma i medici, nonostante la situazione, continuavano a prenderla alla leggera.

Passato qualche mese dall’intervento, notai che il mio seno si ingrossava. Non pensai a farmi visitare perché mi vergognavo troppo. Intanto, però. i mesi passavano fino a quando mi decisi a chiedere il parere del medico, il quale confermò che tutto quello che mi stava accadendo non era affatto normale. Così andai in ospedale, dove fui vittima di una serie di negligenze mediche che degenerarono il mio stato salute. Volevo cercare di capire qualcosa dai medici, ma loro non erano chiari sul da farsi, così fui sottoposta ad esami clinici ed i risultati rilevarono un carcinoma duttale infiltrante (cancro). Io ero ignara di tutto... ne era al corrente solo la mia famiglia che, essendo di fede evagelica, fece pregare nella nostra chiesa di appartenenza, Portici.
Arrivò il giorno dell’intervento ed il fratello Sereno, il Pastore della chiesa, indisse una riunione di preghiera straordinaria, mentre altri membri della chiesa, erano fuori la sala operatoria a pregare.
Grazie a quelle preghiere e al sostegno della chiesa mi sentivo tranquilla, perché sapevo che il Signore era con me. L’intervento fu abbastanza complicato e dopo 15 giorni in ospedale, i medici mi fecero uscire. Tutta la mia famiglia, compreso mio marito, mi continuavano a dire che avevo avuto un miracolo anche se non sapevo bene il perchè... non sapevo ancora niente fino a quando una notte, feci un sogno dove vidi una fossa in un cimitero ed accanto una persona che capii fosse un angelo, il quale mi disse che quella fossa era preparata per me. Un giorno ritornai dal medico generico che mi chiese se stessi facendo gli accertamenti per l’intervento che avevo subito, e in quell’istante sentii come se mi fosse caduto un velo davanti agli occhi e gli chiesi di dirmi la verità riguardo alla mia malattia. Lui lo fece. Con mia sorpresa tutto cominciò ad avere un senso: il mio sogno, i miei familiari che insistevano nel dire che avevo avuto un miracolo, il malessere e la preoccupazione dei miei genitori. Tutto mi parve più chiaro!
Iniziai a piangere pensando alla brutta malattia che avevo avuto e che solo adesso ne ero a conoscenza, ma nello stesso momento mi risuonavano alla mente le parole di un cantico che dice “con la sua man ei mi toccò”... realizzai che il Signore aveva steso la Sua mano per tirarmi da quella fossa dove stavo rischiando di cadere.
Il Signore mi aveva guardato e le preghiere della chiesa erano giunte fino al cielo; ma purtroppo le prove non erano ancora finite. Dopo due anni ad una visita di controllo e riscontrarono lo stesso problema all’altro seno. Iniziai ad avere una visione diversa della vita, vivevo come se dovessi morire il giorno seguente; avevo anche due bambini piccoli e la mia preoccupazione era soprattutto per loro. Così mi convinsi che anche io dovevo pregare per me, per i miei figli e per mio marito.
Grazie a Dio, anche questa volta ho avuto il sostegno dei fratelli che pregavano per me e queste mi davano la forza per lottare e sperare ancora.
Ricordo ancora che in ospedale mi fece visita il Pastore Stefano D’Alessandro con sua moglie Vittoria. Pregammo nella stanza insieme ad un’altra donna ricoverata, che chiese di pregare il Signore affinché potessimo uscire dall’ospedale senza essere sottoposte alle chemio... ed Egli ci esaudì anche in questo, oltre alla buona riuscita dell’intervento. Ringrazio il Signore per il grande miracolo che ha fatto nella mia vita: quello di aver visto i miei figli crescere e di avermene dato in dono un altro. Ho imparto che nella preghiera c’è la forza di spiccare il volo sulle difficoltà della vita... grazie a Dio queste ti sostengono in alto e ti danno la spinta necessaria per andare avanti.

Anna Formisano


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