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venerdì 11 maggio 2012

Last Minute: in volo con Gesù





“Ora voi siete il corpo di Cristo
e membra di esso,
ciascuno per parte sua…”
(I Corinzi 12 :27)

Credo che il corpo umano sia la più grande meraviglia del creato e non dobbiamo sorprenderci se lo Spirito Santo, il più grande degli scrittori, paragoni la Chiesa ad esso. Se l’uomo è il capolavoro di Dio, dunque, uno dei capolavori dell’uomo sono i mezzi moderni di volo. La nostra vita si può considerare, un viaggio costante e continuo. La chiesa di Cristo Gesù, ha un biglietto già pagato, di sola andata, con destinazione la Gerusalemme Celeste. Vorrei camminare con voi per diporto sulle strade della fantasia, pensando alla chiesa come ad un moderno aeroplano, composto da tante parti (membra), che hanno bisogno l’una dell’altra per poter volare e raggiungere la meta. Sorridereste se vi dicessi che, le “mani dell’aereoplano” (le ali), discutono su chi delle due, la sinistra o la destra, è più importante e se è il caso di portare con loro il timone?


Eppure, molte volte, le nostre parole, i nostri comportamenti, pare vogliano esprimere assurdi discorsi di questo tipo. Il parallelo con il corpo umano è meravigliosamente calzante, nell’illustrare quanto sia fondamentale ciascuna parte del corpo, contrapponendola alla non superiorità delle parti più nobili, su quelle “considerate” meno nobili. L’occhio, solo perché posizionato nella parte superiore, non per questo è più importante del tallone, che si trova all’estremo opposto. Provate a chiedere ad un calciatore se, la forza dei suoi muscoli, può essere espressa se il tallone, non gli permette di appoggiare il piede. Altresì le sue doti innate, la sua gran capacità di coordinarsi potrebbero fare a meno del piede?
Dalle calzature è coperto, quasi mai visibile, quasi non esistesse. Eppure senza di lui, gli occhi di Giosuè e Caleb, avrebbero solo immaginato di percorrere la terra promessa: “Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do…”(Giosuè 1:3). Anche gli aeroplani sono dotati di speciali piedi che, come quelli di una atleta, gli permettono di spiccare il volo e di atterrare. Sono le ruote invisibili durante il volo, non visibili dai finestrini dei passeggeri. Si ripresentano solo, dopo qualche ora, quando le vedi pronte, nuovamente a sorreggere l’aeroplano che, prossimo ad atterrare, non può fare a meno di loro. Non amano la visibilità, ma sono pronte a consumarsi, per l’aeroplano, a bagnarsi sul viscido asfalto, a essere sconosciute a molti, ma fondamentali per il pilota. Mi ricordano, quelle sorelle, che agli inizi del secolo, con il loro raccontare di Gesù, contribuirono a fondare comunità, ad esempio in Sicilia, per poi farsi da parte, quando il Signore provvide degli uomini di Dio. Erano servite a far decollare il movimento pentecostale in Italia. Altresì, le ruote sembrano parlare di quei fratelli che, con tanto impegno impastavano cemento, mettevano piastrelle, imbiancavano pareti, preparando un altro volo, per un altro aereo. Così come l’aereo unisce due luoghi, avvicina due realtà, permette di saltare ostacoli, come le montagne, così quello che questi fratelli hanno fatto ha unito due realtà spirituali, distanti tra di loro (umanamente parlando). Quella del vecchio locale di culto, benedetto da Dio, ma non più adatto. Quel glorioso desiderio, il sogno di Dio e dei fratelli, di avere un luogo nuovo, capace di accogliere altri passeggeri... sono mete da aggiungersi ai viaggi meravigliosi del popolo di Dio. Sarà un caso, ma le ruote di un aereo sono tre, come trino è il nostro Dio. Colui che al di là degli uomini, sostiene l’opera e i Suoi figli e che ha creato il Suo capolavoro, cioè noi. Sappiamo bene che anche l’uomo è trino (composto non a caso da anima, corpo e spirito), perché immagine del Suo Creatore, che è il nostro sostegno è la nostra forza! Gesù con la sicurezza del più grande dei piloti, sta controllando che, nel Suo aereo, tutto e tutte le parti siano al posto giusto, come fanno negli hangar prima della messa in pista, perché si è prossimi alla partenza. Ci sarai anche tu? Arriverai in orario? O sarai costretto col naso all’insù, a piangere, dicendo: “l’ho perso”, magari per pochi secondi!!!

Roberto Santoro


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