ChristianLifeStyle a 360°

FACEBOOK     YOUTUBE     PHOTOBUCKET     WORSHIP     CONTACT


venerdì 11 maggio 2012

Il bicchiere d'acqua che ti mette le... aaali!




E se fosse un semplice bicchiere d’acqua a risollevare le sorti del mondo? A mettere le ali al nostro amato ma stanco e avvilito mondo?

Crisi, involuzioni, regressi e poi tassi, spreed, indici, borse, Nasdaq, Djia, Nikkei, H. Seng, e poi euro, dollaro, sterlina, yen, e ancora Milano, Parigi, Berlino, Tokio, New York ma il mondo non prende a volare.
Qualcuno, anni fa, un po’ di anni fa, consigliava: “Soltanto un bicchiere d’acqua, uno solo e vedrai... la gente volare e vedrai il sorriso”.
Questo nostro mondo, macro ma anche tanto micro, ha bisogno di un semplice bicchiere d’acqua. Ha bisogno che un innominato, un Mr. “x”, arrivi e porga. Uno qualunque, ci creda, viva e senta il bisogno che c’è oltre.
Oltre i numeri, i calcoli freddi, statistici purtroppo sadici. Oltre.
Oltre, dove c’è Pasquale alias Pascal’ “nome comune” di persona, nome tanto comune nella mia città da contendersi la leadership con Gennaro alias Gennar’. Una persona dell’oltre.
Oltre il protocollo medico, oltre i metodi terapeutici, convenzionali o sperimentali. Oltre un pronto soccorso saturo, all’inverosimile caotico, rumoroso, pregno di sirene, ambulanze, addetti e non addetti.
Oltre i reparti o comparti della sofferenza, dell’acre odore inconfondibile della malattia che atterrisce da bambini. Oltre lo sguardo ora compassionevole poi sistemico di un prof. che emana la sua sentenza... la sentenza del finisce qui la tua storia.
Oltre lo sguardo di chi, prima vive tutte le sensazioni respirando il baratro di colui che sprofonda inesorabilmente e dopo, ti guarda mentre gli porgi quel bicchiere d’acqua, mezzo, nemmeno pieno.
Mezzo, ma pieno di affetto, di calore, di condivisione, di mano calda, unita a mano fredda. Oltre, dove due lacrime, solo due, rigano, forse solcano, un viso scavato ma vivo di quella speranza che ti lascia il saluto del: “Ci vediamo là, sicuramente là!”. Oltre, dove ci sono Franco e Lino fratelli di sangue e di fatto. Uniti, strauniti nella sofferenza più nera di chi vede andare via il fiore più bello e svanire la fragranza più dolce della propria esistenza. Un finto uragano fatto di polvere nera che mista ad un po’ di saliva ti porta via, ti cancella, ti annienta, ti ruba la migliore sorella, di sangue e di fatto. Oltre il ricordo di due occhi azzurri splendidi, belli, vivi e che ora non vedi più.
Oltre la routine della solitudine ed il mantello sgualcito della malinconia, un bicchiere d’acqua, mezzo, nemmeno pieno. Mezzo, ma pieno di amicizia vera. Non quella dei rotocalchi o del Grande troppo piccolo Fratello. Non quella dei sensazionalismi del sabato sera, o delle avventure episodiche vissute con chi di te se ne frega altamente. Il bicchiere d’acqua che porti con te puntualmente e che indegnamente offri. Mentre l’affanno diventa respiro. Mentre il cruccio diventa sorriso. Mentre l’apatia diventa interesse. Interesse a scoprire che oltre, c’è chi di te, non si dimentica mai!
Oltre, dove c’è Nella, una mamma a rigor di rima molto bella. Bella di viso e bella di cuore. Quel cuore che spinge al di là dell’ostacolo. Cuore di mamma napoletana che, come cantava anni fa Baccini, si catapulta nel fuoco. Quel cuore di mamma stracolmo di rabbia perché tutto e tutti remano contro. Troppi sbadigli mentre racconta la sua storia. Storia “smodatamente ordinaria” per essere vera. Fatta di comuni malattie debilitanti, a tal punto comuni che solo 3 kg di peso non più trasportabili, possono compromettere l’uso delle già malandate ginocchia. E quell’addome incontrollabile che continua a preoccupare sempre più. E quel figlio, meravigliosamente figlio, esageratamente figlio, che ti ascolta, sa chi sei, ti scruta, ti legge, ti vede ma che tu, pur proteggendo, non sempre nel suo mondo di urla di silenzio assoluto, riesci ad entrare.
Oltre, dove la battaglia diventa guerra e la rabbia diventa sabbia, tanto ardente da voler fuggire senza sapere dove andare.
Oltre. Fuori? No, oltre. Dove c’è un bicchiere d’acqua, mezzo, nemmeno pieno. Mezzo, ma pieno di attenzione, premura, ascolto, preghiera per chi finanche in Dio scorge un inetto nemico. Chi in Dio, scorge forse l’ultimo aiuto. Chi solo in Dio, ritrova il senso del non senso e abbraccia e si attacca alla fede che sorella nemica più non è. Un bicchiere che quel Qualcuno consigliava di porgere senza vergogna, senza paura, evitando riprovevoli imbarazzi ed esasperanti pudori.
Quel bicchiere chiamato Amore!
Ascolto ancora oggi la Sua voce che ricorda con eco indelebile: “E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio”.
Perché è un bicchiere d’acqua che ci metterà le ali. È un bicchiere d’acqua che spegnerà l’arsa sete di chi non sa più bere. Perché sarà il bicchiere d’acqua donatoci da quel Qualcuno che si chiama Gesù, a cambiare le sorti di questo mondo malandato.
Non forse, ma oltre!

Gennaro Rosato


Nessun commento:

Posta un commento

Locations of visitors to this page
Pagine visitate:  



Torna in cima alla pagina