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venerdì 11 maggio 2012

Editoriale n°4



“Benvenuti a bordo, allacciate le cinture e prego date attenzione alle indicazioni che riceverete. Godrete così di un magnifico volo!”.

Immaginate di ascoltare questa espressione prima di iniziare questo viaggio nel nuovo numero di “SL” dedicato alla chiesa.

Tante persone hanno collaborato a questo numero e noi della redazione ne siamo rimasti profondamente colpiti. Come è possibile che su di un concetto così semplice, “Le ali della chiesa” possono venire fuori tante considerazioni, tante varianti, tanti aspetti, tante osservazioni? Lo scoprirete leggendo e come noi ne resterete affascinati.
“Come un aereo per decollare ha bisogno di ali, lo stesso vale per la chiesa. Come la presenza di un difetto può rallentare, deviare addirittura fermare il volo di un aereo, allo stesso modo una chiesa può rallentare, deviare o addirittura fermarsi per il difetto”.
Visto che questa considerazione fa riferimento alla chiesa come ad un aereo e all’importanza della sua integrità per adempiere alla sua funzione, mi domandavo quanti conoscono un aereo quale macchina costruita per volare?
Tralasciando le leggi dell’aerodinamica, immaginate di trovarvi alla guida di un bel pullman. Il viaggio è lungo e fa anche abbastanza caldo. Dopo qualche chilometro avete bisogno di una bella boccata d’aria. Per respirare meglio, abbassate il finestrino, sporgendo fuori il braccio sinistro … mi raccomando, se vi capita sul serio, occhio ai pali della luce. Avete appena finito di vedere un film di Van Dammme e, cercando di imitarlo, unite fra loro le dita della mano esposta all’aria, proprio come per dare un colpo di karate. Mentre il vento vi accarezza la pelle, provate l’ebbrezza di scontrarvi con la corrente dell’aria, sollevando di poco la mano rispetto alla posizione orizzontale. Incredibilmente, avvertite una forza che vi porta a sollevare il braccio verso l’alto … vi sembra quasi di volare. Questa prodigiosa e portentosa spinta, si chiama portanza. Un aereo vola sfruttando proprio questo tipo di fenomeno. È per questo che ha bisogno delle sue “braccia”, è per questo che ha bisogno delle sue ali. Se l’aereo non avesse ali non potrebbe volare. Potresti anche costruirlo con leghe leggerissime, potresti anche metterci il più grande dei motori, o delle ventole supersoniche … farebbe solo più rumore, non si solleverebbe neanche di un metro. In altre parole l’aereo esiste perché ci sono le ali, sono le ali che fanno di “un pullman” un aereo! Se vogliamo paragonare la Chiesa ad un aereo dobbiamo dire che la Chiesa nasce per volare e per volare deve acquistare “le ali”.
Vorrei chiarire un concetto che non deve sfuggire a nessuno, altrimenti trasformiamo l’esperienza della Chiesa in qualcosa di mistico.
Avere le ali deve significare che la Chiesa non si lascerà atterrare, “E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere” (Matteo 16:18) ma che saprà innalzarsi al disopra delle miserie perché le ali che ora possiede sono ali d’aquila, sono le ali stesse di Dio: “Voi avete visto quello che ho fatto agli Egiziani e come vi ho portato sopra ali d'aquila e vi ho condotti a me” (Esodo 19:4).
“Come un’aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne” (Deuteronomio 32:11).
La Chiesa ha la possibilità di innalzarsi al disopra delle miserie umane, volare oltre i limiti dell’uomo perché può fondare su Qualcuno che le apre le porte, che la chiama e la invita ad accettare ciò che può permetterle di farlo: approfittare del sacrificio della croce.
Nella normalità delle capacità umane la sua condizione di peccato annulla ogni sua capacità di innalzarsi, ma la croce del Cristo è lo strumento attraverso il quale Egli se la carica sulle spalle e genera “la portanza” della salvezza e della vita eterna.
Certo, quando la Chiesa vola si trova nel suo elemento più naturale, il cielo, ma quante cose tentano di tirarla giù. La resistenza che si oppone al suo volo non può mai essere maggiore della sua capacità di farla volare.
L’opposizione maggiore che incontriamo si trova in noi stessi, ma non possiamo farci avvilire dai nostri limiti, dai nostri peccati, dobbiamo avere gli occhi fissi sul nostro Salvatore, anche se limiti e peccati non possono essere usati come un paravento malizioso.
Guardando alla storia della Chiesa, molti guasti sono intervenuti per cercare di spezzare il suo volo, guasti causati da circostanze esterne e guasti nati da inaspettate condizioni interne, ma secondo le promesse di Gesù, eccola ancora in volo, prossima ormai all’avvento del Ritorno del Suo Signore.
Il suo avversario è ancora all’opera per cercare di vagliarla, ma Gesù prega ancora per Lei, intercede sempre, la sostiene con il suo braccio potente.
Coloro che hanno tentato di impedirne il volo hanno pagato un prezzo elevato poiché mentre il loro nome è caduto nelle nebbie dell’oblio, la Chiesa, in volo, si eleva ancora maestosa al disopra di ogni miseria umana: magnifica come una regina, radiosa come una sposa.
Il suo volo procede sicuro perché Colui che siede al suo posto di comando è il più esperto e il più provetto dei piloti, infatti a Lui è stata affidata la sua guida sin dal giorno in cui fu “soffiato loro nel viso” e “si manifestò potentemente sui centoventi” nel giorno di Pentecoste: lo Spirito Santo! Lo sarà sino al giorno che La consegnerà nelle mani del Suo Eterno Sposo!
Intanto la chiesa vola attraverso il volo di ognuno di noi, come gli articoli di questo numero stanno a testimoniare, attraverso nomi famosi come quello di Nicola Legrottaglie e nomi che forse famosi non saranno mai come Emilio, Umberto, Gennaro, Cristina, Elia, Lucio, Anna, Alessandro, Roberto, Valerio, Daniele, Daniela, Paola, Mimmo, Alfredo, Gabriella, io e voi…
allora: Buon volo!

Raffaele Frezza


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