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venerdì 11 maggio 2012

Dietro un angolo di cuore, un vento di paura… Volaci sopra con le ali che può darti Gesù!!!





“… l’amore e la paura possono difficilmente coesistere, …”
(Niccolò Machiavelli)

“Accade invariabilmente che il punto di partenza della saggezza sia la paura.”
(Miguel de Unamuno)

“Chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola.”
(Paolo Borsellino)

“Una vigile e provvida paura è la madre della sicurezza.”
(Edmund Burke)

“Il dubbio e la paura portano al fallimento.
Quando pensi negativamente il tuo atteggiamento ti porta al fallimento.
I pensieri si cristallizzano in abitudini
e le abitudini si solidificano nelle circostanze.”
(Bryan Adams)

“La paura è un meccanismo di difesa che ci permette di avere coscienza
di un pericolo e quindi di mettere in atto risposte per evitarne le conseguenze.”
(Vittorino Andreoli)

“Nessuna passione priva la mente cosi completamente
delle sue capacità di agire e ragionare quanto la paura.”
(Edmund Burke)

“La paura distrugge l’integrità dell’uomo.”
(Karekin I)


Citazioni di scrittori, filosofi, politici, magistrati, artisti, religiosi, psichiatri. Ognuno esprime un concetto diverso della paura anche se concordano sulla sua definizione originale: un’emozione derivante dalla percezione di un pericolo. Potremmo riassumere la diversità di opinioni in due grandi concezioni della paura: un’emozione prudenziale e un’emozione dannosa.
Ma quale delle due è quella ad aver ragione? Per ciò che può riguardarci, associando il termine paura ad un nostro ricordo, non possiamo fare a meno di rievocare una sensazione “thrill”.
In realtà la paura è un’emozione appartenente all’indole umana, che nasce insieme al suo essere come meccanismo di difesa. Potrà sembrare strano ma questa ha un’utilità fondamentale nel nostro essere. Nel suo stato inalterato ha un’entità puramente esistenziale che porta ogni individuo ad essere prudente nei confronti di eventuali pericoli. Se non avessimo paura del dolore o della malattia, allora potremmo facilmente ferirci o ammalarci, senza adottare misure preventive. La totale assenza di questa paura ci renderebbe dei totali incoscienti verso la pazzia.
Quando nel nostro comune utilizzo del termine la associamo ad una definizione di codardia e la reputiamo una proprietà da combattere, ci stiamo riferendo a quella che viene definita paura “clinica”, “patologica”, che è l’esasperazione di quella “esistenziale”. Se diventiamo preda di tale paura potremmo arrivare a non avere più contatti con le persone e col mondo esterno, sfociando per gradi in ansia, panico e depressione.
Anche la chiesa del Signore, è dotata nella sua santità, della sua “paura esistenziale”, che la assoggetta al suo Redentore, mettendola al sicuro da ogni pericolo. Nella Bibbia viene menzionata come “timore dell’Eterno”. È scritto infatti: “C’è grande sicurezza nel timore del Signore; egli sarà un rifugio per i figli di chi lo teme”, ed ancora: “Abbi pietà di me, o Dio, abbi pietà di me, perché l’anima mia cerca rifugio in te; e all’ombra delle tue ali io mi rifugio finché sia passato il pericolo”.
È nell’avere timore del Signore che riusciamo a deviare ogni pericolo e ogni giudizio nella nostra vita, proprio perché, come dice la Sua Parola, Egli diviene un rifugio per coloro che hanno quest’attitudine. Quando la chiesa del Signore ha invece una paura “clinica”, allora le ali della fede vengono tagliate! Ma nella Bibbia troviamo risposta nel Salmo 91:4 “Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza”.
Quante volte, infatti, oltre al timore del Signore, la nostra vita si ritrova soggetta ad altre paure? E ciò in maniera incontrollabile anche per le persone con un forte carisma spirituale.
Purtroppo non c’è creatura che non abbia paura di qualcosa… anche i credenti in Cristo e ciò non è blasfemo. Può capitare che anche sfiorando un semplice pensiero, avvertiamo che qualcosa può metterci in uno stato di allarme tale da mettere in discussione la progressiva benedizione alla quale Dio ci ha chiamati. Ciò che si nasconde dietro l’angolo del nostro cuore è una paura a tutti gli effetti, che aspetta il vento opportuno per manifestarsi destabilizzando la nostra vita spirituale, probabilmente nei suoi momenti più decisivi.
Una notte sul lago di Tiberiade un uomo, che di venti e di acque ne sapeva così tanto che erano parte del suo lavoro quotidiano, ebbe un’opportunità irripetibile direttamente da Uno, che aveva già dimostrato in precedenza di sgridarne i flutti in momenti di burrasca. In Matteo 14:28-31 è scritto: «Pietro gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua”. Egli disse: “Vieni!” E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”».
Nei versi appena letti è chiaro capire il perchè del tracollo della camminata sull’acqua. Pietro cominciò ad affondare perchè nel vedere il vento forte ebbe paura. Potrà sembrare assurdo, però Pietro credeva nell’autorità di Gesù. Lo dimostra il fatto che fu sua iniziativa chiedergli di camminare sulle acque e non solo… anche quando mosse i primi passi ubbidendo al comando di Gesù. Nel suo cuore, però, soffiò un vento più forte di quello che vide coi suoi occhi. Un vento di paura che, destabilizzando la sua fiducia nel Maestro, lo costrinse a mettere in secondo piano la sua autorità lasciando che la paura prendesse il sopravvento sulla fede. In un istante, un sogno diventato realtà, si stava per tramutare in uno splash!
La storia di Pietro, colui che un giorno sarebbe diventato il primo apostolo della chiesa cristiana, è emblematica, perchè è una storia in cui ognuno di noi può rispecchiare la propria vita.
Nell’uomo coesistono fede e paura, ma ciò che non può compromettere la nostra “camminata sulle acque” verso il Signore, è accrescere il dialogo d’amore con Colui che ci ha amati per primi.
Ciò che mancò a Pietro fu la fede ma, come ogni altra fiducia, doveva alimentarsi attraverso la conoscenza della persona e nel caso di Gesù, quella del Suo amore perfetto. La Bibbia dice che nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. Quando non sappiamo come affrontare la paura che incombe, attraversando ogni lato della nostra vita, Dio ci invita alla perfezione dell’amore perché questo caccia via ogni paura. Dio ci chiama ad essere perfetti nell’amore e cioè ad essere come Lui.
Giovanni, l’apostolo dell’amore, infatti scrive: “In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo”. Ed ancora: “Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata, cosí il Signore degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare”.
Se vogliamo vincere ogni paura, dobbiamo cercare Dio e chiedere di essere come Lui… Colui che è “l’amore in persona”. Anche se nella Bibbia non viene descritto esplicitamente, ma ogni opera propizia che Dio svolge e porta a compimento, avviene attraverso l’amore. E ciò non perché leggiamo che Dio è amore, ma perché lo abbiamo realizzato. Basta, infatti, ricordare quando ci hanno presentato Gesù… il nostro cuore non si è sciolto al pensiero che Gesù era un grande Salvatore, ma che era amore e lo è ancora oggi anche per te caro lettore. Nei giorni prima della Sua morte, nel sopportare ciò, guardò la nostra salvezza attraverso l’amore.
Se pensiamo a quando Colui che morendo per noi venne affisso ad una croce e dopo tanta agonia spese le Sue ultime forze dicendo: “Padre perdonali perché non sanno ciò che essi fanno”, non possiamo rimanere insensibili! Non potremmo mai trovare al mondo un’espressione tale da contenere un amore così nobile!
Gesù aveva vinto vivendo la Sua vita fino alla fine dimorando nell’amore. Ed è solamente attraverso l’amore che Dio ci ha salvati.
Quando abbiamo incontrato Dio per la prima volta, ciò che abbiamo realizzato è stato meraviglioso, perché non siamo stati condannati per quanto commesso in passato, ma siamo stati amati e attraverso l’amore Dio ci ha perdonati. È scritto nella Bibbia: “… l’amore copre moltitudine di peccati”. Con lo stesso amore che ci ha aperto le porte della salvezza e ci ripara dal peccato, potremo superare anche la nostra personale paura… paura di soffrire… paura del domani… paura della responsabilità… paura d’amare. Signore, vogliamo che tu ci aiuti ad essere degli uomini d’amore, uomini come Te, perchè vivendo ogni cosa attraverso l’amore, come hai fatto Tu, oltre a non cadere nelle nostre debolezze, vedremo le nostre paure scacciate.
Insegnaci a non venir meno mentre “camminiamo sulle acque” per venirti a incontrare, a non guardarci intorno ma, in ogni passo che muoviamo, ad avere i nostri occhi fissi verso di te, che del continuo fai scaturire verso noi il Tuo amore, perché vogliamo poter dire affrontando le nostre paure come dice Giovanni il discepolo dell’amore: “Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in Lui”.

“E la tua ricompensa sia piena da parte del SIGNORE, del Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti!”

Umberto De Luca


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