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sabato 19 novembre 2011

Quando meno te lo aspetti



L’occasione di lavorare ad un progetto così ambizioso, come la stesura della biografia di Edinson Cavani, ha rappresentato per me un’opportunità unica di crescita: professionale e spirituale. Nell’ottobre del 2010 stavo vivendo un momento difficile della mia vita, di scelte molto delicate per il mio futuro. In particolare per la mia vita spirituale, dopo alcune mie personali decisioni, mi chiedevo come avrei potuto continuare a servire il Signore con la solita passione e convinzione.

Avevo compiuto delle rinunce senza sapere se avessi mai avuto altre prospettive ed opportunità di servizio. A volte bisogna avere il coraggio di compiere delle scelte, se si è veramente convinti della validità del proprio lavoro. Nel frattempo mi concentravo su alcuni progetti molto ambiziosi, che mi avrebbero offerto occasioni professionali di una certa importanza. Una telefonata di Gaetano Sottile, però, con il quale mi conoscevo da tempo, e poi di sua moglie Sondra Sottile, stravolsero ogni mio progetto. Da un momento all’altro mi ritrovai catapultato in un lavoro che aveva anche molti risvolti spirituali: l’autobiografia di Edinson Cavani. Venni poi contattato dalla Mondadori e, finalmente, vedevo realizzarsi un sogno: lavorare come ghostwriter per la più grande casa editrice italiana. Qualche anno fa tutto questo era un lontano, lontanissimo miraggio.
Soprattutto ho riflettuto su come Dio mi aveva concesso questa opportunità, non però come avevo previsto io, ovvero con alcuni determinati contatti che avevo accumulato nel tempo e alcuni lavori che stavo architettando, ma per un libro che comunque trattava di fede e avrebbe avuto uno scopo evangelistico.
La preparazione del lavoro non è stata facile. Mi vedevo con Sondra Sottile tra Napoli e Roma per meglio progettare il tutto, dando un taglio letterario e stilistico innovativo per questa autobiografia. Dopo che Sondra aveva raccolto tutte le interviste con Edy, e mi aveva dato degli input per organizzare il lavoro di riscrittura, tra gennaio e febbraio, recluso in casa tutti i giorni, ho finalmente concluso il libro. Sondra ha fortemente voluto che mi concentrassi in ogni capitolo su tre traiettorie: vita, calcio e fede. Assicuro però i lettori che il libro parla relativamente poco di calcio ma tanto di fede. La testimonianza di Edy è efficace perché è semplice, genuina e credibile. Ha dimostrato di essere un campione non solo sui campi da calcio ma anche nella vita. La prima volta che l’ho incontrato è stato a casa sua, insieme a sua moglie. Edy è molto timido e sensibile. All’inizio c’era un po’ di freddezza ma dopo qualche scambio di battuta siamo subito entrati in sintonia. Sondra continuava a fare domande ad Edy, mentre io scrivevo l’ultima parte del libro. Stanchi e soddisfatti per il lavoro fatto, decidemmo di andare a cena fuori in ristorante. Mi colpì il fatto che prima di iniziare a mangiare, ci demmo la mano tutti i presenti, tra cui anche un altro calciatore del Napoli al mio fianco, e pregammo insieme.
Ammetto che aprii gli occhi mentre Gaetano pregava e vedevo i camerieri intorno di me che pregavano anche loro. Qualcuno di loro si avvicinò a me e disse: “Questo è un grande calciatore, perché finalmente ci fa sognare con il Napoli ma è anche un esempio per i miei figli!”. Il fatto che un campione del calcio così osannato possa essere anche un veicolo di testimonianza evangelica, ci fa comprendere che Dio ha un piano meraviglioso e non si pone limiti nel diffondere il Suo messaggio agli uomini. Edy, come qualcuno ha osservato, è l’antidivo per eccellenza. Non ama stare sotto i riflettori, è timido e si commuove se parla della sua esperienza di fede. Tuttavia riesce a dare un messaggio forte che arriva a tutti, perché è accompagnato da un esempio di vita concreto e reale. Il giorno che uscì il libro, il 15 marzo scorso, Sondra mi chiamò e mi disse che Edy non aveva ancora visto il testo: non poteva uscire di casa, veniva puntualmente assalito dai tifosi. Mi affrettai a portare subito il libro a casa sua il giorno dopo: era felice, forse incredulo, ma gli dissi che ormai questo libro sarebbe stato un grande strumento di evangelizzazione per molti giovani!
A circa sei mesi dalla pubblicazione del libro autobiografico “Quello che ho nel cuore”, cresce sempre di più la fama del
Matador, sia calcistica che mediatica. Le ultime imprese sportive come la tripletta al Milan in campionato e i due goal in Champions, sono state solo la premessa ad un anno che si preannuncia grandioso per il Napoli e lo stesso Cavani. Insieme ai punti in classifica per il Napoli, si incrementa anche il successo planetario del Matador. La traduzione della sua biografia in lingua spagnola e la sua distribuzione nei maggiori stati del Sud America, ne sono la chiara testimonianza. In molti si chiedono quale segreto si cela dietro la forza e la passione di Cavani, ma nel suo libro il campione sudamericano ha specificato che la sua forza principale gli deriva da una profonda serenità d’animo, frutto di un’esperienza spirituale diretta e sincera con Dio. La semplicità e l’umiltà sono la sua principale caratteristica. In questo senso, la sua testimonianza di fede e di vita rimangono le tracce più importanti che possono mai rimanere nel cuore dei tifosi napoletani. Se tutti i napoletani mettessero lo stesso ardore e la stessa passione che nutrono per il Napoli anche a disposizione del Signore, la nostra città potrebbe essere “un faro di luce in un mondo di tenebre”!
Ricevo ancora oggi molto messaggi dai lettori ogni giorno, e sono molte le persone influenti della nostra città che si sono avvicinati al Signore. La manifestazione che abbiamo avuto al Teatro Mediterraneo di Napoli lo scorso 21 Aprile, ha avuto una risonanza mediatica di rilievo nazionale. Sono convinto, oggi più che mai, che la gente di ogni ceto sociale e condizione economica, ha bisogno di ricevere un messaggio di speranza come quello dell’Evangelo.
Ed ogni mezzo per poterlo proclamare è certamente benedetto da Dio. Per questo sono onorato di aver lavorato a questo progetto, per un grande campione come Edinson Cavani, ma, soprattutto, per Dio che, spero, possa continuare ad usarsi dei giovani pentecostali napoletani per la diffusione del Suo messaggio di salvezza e redenzione. Infine voglio invitare anche tutti i lettori di SL Magazine a pregare per Edy e la sua famiglia. Diventando padre circa sei mesi fa, ha realizzato un suo grande sogno, ma non è sempre facile trovarsi tanti chilometri lontano da casa e spesso assaliti da tifosi napoletani senza educazione e rispetto. Dio deve aiutare loro, come tutti noi Suoi figli, a serbare la fede e rimanere fedeli alla Sua Parola.
Il sentimento che ha unito me, Edy e Sondra è stato proprio quello di servire Dio attraverso questo libro. Abbiamo ascoltato e fatto nostre le parole del Signore: “Va', perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli” (Atti 9:15).

Alessandro Iovino


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