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sabato 19 novembre 2011

Chiesi a Dio



Non avevo mai sentito parlare di Kirk Kilgour fino a quando ho letto la preghiera che recitò nell'anno 2000 a Roma in occasione del giubileo degli ammalati. Eccola di seguito:

Chiesi a Dio di essere forte
Per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
 

Domandai a Dio che mi desse la salute
Per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
Mi ha fatto povero per non essere egoista.

Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:
Mi ha lasciato la vita
Perché potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo.
Ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
E quasi contro la mia volontà.

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
Nessuno possiede quello che ho io!

Sono rimasto senza parole di fronte a queste espressioni che suscitano tanta ammirazione! Non so se Kirk abbia maturato nel tempo quest’atteggiamento di forza e coraggio o se abbia avuto qualcuno al suo fianco che l’ha incoraggiato ad andare avanti per ventisei anni su una sedia a rotelle, ma dalle sue parole traspare che sicuramente si sarà affidato a Chi, in questi momenti terribili, è più vicino a noi di quanto mai possiamo immaginare. Qualcuno ha scritto di lui che la “preghiera che ci ha lasciato rivela la straordinaria ricchezza interiore di un uomo che ha saputo sempre affrontare la vita con serenità e con autentico spirito sportivo”.
Sicuramente un incidente del genere ti mette al tappeto, senza forze, col nemico delle nostre anime sorridente che pensa che non ti rialzerai mai più. Ma Kirk ci insegna a trovare in Dio la forza di rialzarci con uno stile originale… credo che anche Dio di fronte a tale atteggiamento abbia sospirato con meraviglia.
Lo spirito combattivo di quest’uomo, ricorda quello dei tre giovani ebrei nella fornace che scelsero di rimanere fedeli a Dio comunque sarebbero andate le cose. Questa condotta comune evoca l’atteggiamento di un altro uomo che, nonostante il dolore, decise di andare avanti per compiere la Sua mission.
La sofferenza è qualcosa che non scegli salvo che non sei masochista. Viene all’improvviso. Quella mattina del Gennaio del 1976, per Kirk, all’apice del successo sportivo, doveva essere una delle solite mattinate spese per allenarsi, ma provò di persona cosa significhi soffrire. Fu colto da un evento improvviso. Penso sia difficile in questi momenti credere che Dio non abbia perso il controllo della tua vita. Si può essere tentati di concepire il pensiero che Dio non abbia nulla a che fare con la sofferenza umana ma non è così. Anzi! Se la sofferenza coglie l’uomo impreparato, non è lo stesso per Lui. Era Dio. Era uomo. Sapeva a cosa andava incontro quando lasciò il cielo per venire sulla terra. Egli ha scelto di soffrire per me e per te. Egli disse: “Io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla”. Qualunque sia la tua condizione fisica, Gesù può capirti ed è pronto ad aiutarti e darti forza!

Giorgio Sorrentino


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