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sabato 13 novembre 2010

Un'estate indimenticabile



Il Centro Comunitario Evangelico Roccamonfina, nel gergo giovanile chiamato “campeggio”, è uno dei tanti centri estivi evangelici e si trova a Roccamonfina (CE). Da tanti anni riempie le nostre estati, e perché no, anche quelle di tanti nostri amici. Il “campeggio” ci dà la possibilità di staccarsi dal quotidiano e di vivere una settimana “alternativa”, fatta di crescita spirituale e intera dedicazione al Signore, ma non solo, è anche una grande occasione per fare nuove amicizie, approfondirne altre, giocare insieme e divertirsi in tanti modi.
Dato che sono nato e cresciuto in una famiglia evangelica fin dall’età di 10 anni ho avuto la possibilità di partecipare ai vari turni. Ci andavo per giocare a calcetto (benché non ne sia tanto capace), fare gavettoni e scherzi con i miei amici, conoscere nuove persone (preferibilmente ragazze) e, se capitava, una benedizione del Signore non guastava, l’importante è che fosse racchiusa in quella settimana, senza nessuna ragione o pretesa che questa esperienza potesse lasciare un segno nella mia vita interiore, una volta ritornato a casa! Vi lascio immaginare cosa combinavo in quei giorni e cosa restasse dopo quella settimana (a volte anche due). Nuove amicizie che resistevano alla prova del tempo… ma delle benedizioni solo ricordi che pian piano scivolavano addosso non lasciando altro che un sorriso abbozzato. Grazie a Dio, però, quest’anno è stato tutto diverso dall’inizio.
Erano già diversi mesi che stavo maturando nelle vie del Signore, avevo fatto qualche passo in più verso di Lui e sono andato al campeggio, forse per la prima volta, con dei sani desideri e dei sani princìpi. Ebbene, il Signore non ha tardato nel farsi trovare. Da martedì, dopo qualche benedizione di “rodaggio”, ho iniziato a sentire forte la necessità, quasi fosse anche un bisogno fisico, di donare il mio cuore al Signore…“Non ce la faccio più, Signore, salvami!”, erano queste le parole ricorrenti nel mio cuore e nella mia mente, ma per un mio strano sentimento non esercitavo fede perché assumevo un atteggiamento di sfida verso il Signore, manco Lui non volesse entrare nel mio cuore. Fu durante una meditazione prima di andare in stanza a dormire, in cui il Signore si usò di un responsabile e parlò chiaramente al mio cuore facendomi capire che avevo un atteggiamento sbagliato, perché in quel modo mi legavo, senza lasciarmi andare a Dio…  e perciò decisi di cambiare atteggiamento! Giovedì, 29 Luglio 2010 è stato il giorno decisivo. Già dalla predicazione della Parola capii che il messaggio era indirizzato a me, ma tutto fu sorprendentemente diverso. In preghiera non ci fu nessun appello per la salvezza, non c’era una emozione particolare né tanto meno avevo il desiderio di “combattere” col Signore. Semplicemente stavo bene! Ero sereno, tranquillo e fiducioso che Dio avesse operato; ed infatti così fu! Io mi aspettavo succedesse chissà quale evento straordinario, ma la salvezza della mia anima mi faceva solo essere felice, ero sempre io, ma con un cuore nuovo, e non sono solo belle parole…

Sento tuttora delle sensazioni che non riesco a spiegare ma che sono felice di provare e non c’è altra motivazione se non quella di avere il cuore “formattato” da quelli che erano i virus che lo infettavano. In quella sera stessa il Signore mi diede anche delle risposte su ciò che mi aveva donato, ma io per una questione anche caratteriale ero assalito da dubbi continui e non ero pienamente convinto. Al culto del giorno successivo, il venerdì, ricevetti una conferma inderogabile e la mia fede aumentò progressivamente permettendo al Signore di iniziare anche un’opera di battesimo nello Spirito Santo e questo lo capii perché affioravano tra i miei pensieri delle parole in lingue nuove; per cui mi sono sempre di più lasciato andare, dimenticando i dubbi e le incertezze che fino a poco prima erano padroni di me. Quella sera Gesù cambiò radicalmente e definitivamente la mia vita, iniziando dalle piccole cose: il mio parlare e il rapportarmi con le persone era diverso, la fogna che avevo in bocca era un lontano ricordo anzi, da quel momento, i miei discorsi prima o poi arrivavano sempre al Signore e a quello che aveva compiuto e stava compiendo nella mia vita. Tutto quello che era intorno a me quasi mi scivolava addosso anche se, come già detto, nessun evento “straordinario” era successo. Sempre io, sempre me stesso, ma con una “versione” diversa, modificata… Gloria a Dio!!!
Per la cronaca, il Signore mi ha battezzato in Spirito Santo appena tornato a casa, lunedì 2 Agosto, in un incontro giovanile, e mi sta portando per mano a piccoli passi nelle Sue vie. Ora ho intenzione di crescere secondo la Sua volontà e di servirLo sempre di più perché voglio recuperare, come diceva una pubblicità, “tutti gli Hag che mi sono perso!”
Che Dio ci benedica insieme!

Emilio Sabatelli

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