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martedì 11 maggio 2010

Le canzoni di Gesù




Doveva essere una domenica del 1980, perché non avevo ancora 18 anni quando nella mia classe della Scuola Biblica Domenicale, entrò il fratello Stefano, mio padre, accompagnato non ricordo da chi, dicendoci, in un modo molto semplice e spontaneo, che il fratello Masullo Silvano, per impegni sopraggiunti (forse iniziava la sua strada verso il pasturato), non avrebbe più curato il canto per i bambini. La segreteria, quindi, era alla ricerca di qualcuno che potesse sostituirlo... io ero un possibile candidato.

Ma con quale esperienza? Con quale preparazione? Nessuna!!! So solo che, in un modo forse incosciente, accettai… non avrei mai immaginato che sarebbe diventata una cosa così importante per la mia vita! Ma con il Signore funziona così: Lui legge i cuori, ci conosce più di noi stessi, e sa come sarà il nostro futuro e cosa ci fa bene o male, anche nel Suo servizio.

Potrei dilungarmi tanto, ma mi è stato chiesto di raccontare una delle tante esperienze che ho vissuto.
Quando sei giovane, quando sei inesperto, quando ancora non c’è un’organizzazione, quando senti il peso del giudizio degli altri che ti stanno di fronte, commetti degli errori... degli errori che ti fanno piangere e che ti segnano.

Fu così che una domenica mattina successe una cosa triste.
Enzo era un ragazzo calmo quando cantava, terribile quando non cantava.
Erano sicuramente tanti i problemi a casa, infatti da più domeniche non ci faceva cantare: gridava, si spostava, distraendo gli altri e me che dovevo far cantare i bimbi… mi innervosiva, e quando una monitrice decideva di fare qualcosa, come ad esempio portarlo fuori, per me era come una liberazione. Quella domenica mattina, quando Enzo fu portato l’ennesima volta fuori pensai che finalmente potevo stare con lui e parlargli… ma fu impossibile: continuava a correre, gridare, sfuggire imprecare, anche fuori, per cui pensai fosse cosa buona entrare in un pulmino con lui e quindi calmarlo… ma niente, sempre peggio, io ero esasperato, rosso, sudato, lui peggio di me... chissà cosa avesse, cosa stesse passando. Fatto sta che mi partì un ceffone forte, seguito da mie grida.
Lui zittì, si chiuse in sé, non parlò più.
Io morii…
Vivo ancora quel momento... tante volte avrei voluto che la vita fosse ripartita da prima di quel ceffone.
Così arrivò mezzogiorno, così finalmente Enzo prese il pulmino e la via di casa.
Passò la settimana, un’altra ancora, ma di Enzo non ci fu più notizia... non lo vidi più. Qualcuno mi disse che era andato a lavorare. Eppure, pensavo… era così bambino!
Solo Dio sa quanto sono stato male. Per anni mi tornava in mente il tutto, per anni ho pregato Dio di rincontrarlo per parlargli, chiedergli scusa, cercare di spiegargli il mio disagio e la mia inesperienza. Soffrivo così tanto che il cuore mi spinse a scrivere una canzone.


Le canzoni di Gesu'

È domenica,
E tu sei qui, davanti a me
Pensieroso ma, io so il perchè
Perchè la vita e' ingiusta sai.
C'e' chi ride intorno a noi,
Chi sbadiglia perchè sa,
Che poi a casa tornerà.
Enzo ma per te non è così,
Non e' stato mai così
Tu una famiglia non ce l'hai.

È domenica,
Ed io son qui, qui davanti a te
Ed io, io vuoto io
Dovrei farti sorridere e cantar
Gesù t'ama credimi,
Ai bambini ancor di più
Egli ti aiuterà, ti farà cantar.

Enzo prima o poi sorriderai
Perchè l'ho chiesto al mio Gesù
Enzo prima o poi tu canterai
Perchè l'ho chiesto al mio Gesù

È domenica,
E tu non ci sei, ma come mai?
Perchè sei grande già...
Dodici anni
Scuola finita e a lavorare
Ma ti porto ancora qui
Qui dentro al mio cuore ed io
Non t'ho visto rider mai.

Enzo dove sei? che cosa fai?
Chi ti parla di Gesù?
Enzo per te sempre pregherò
Finchè ritornerai!
Enzo dove sei? che cosa fai?
Chi ti sveglia? chi ti abbraccia?
Chi s'addormenta accanto a te

Enzo prima o poi ritornerai
A sederti qui davanti
Ed a squarciagola canterai
Le canzoni di Gesù
Quelle strane, si.....!

Enzo prima o poi ritornerai
A sederti qui davanti
Ed a squarciagola canterai
Le canzoni di Gesù
Quelle che piacevano a te.


Passarono più di dieci anni, e fu sempre di domenica, di sera questa volta, nel vecchio locale a Casalnuovo, che dopo il culto, mentre ero avanti, mi vedi apparire un bel ragazzo, che mi chiama… lo riconobbi subito, era lui.
Piansi (lo sto facendo anche adesso che scrivo), mi vergognavo... in me stesso mi chiedevo cosa stessi facendo, se fosse giusto o no... se fosse accettabile per un trentenne... non so! Non potevo fermarmi, so solo che piangevo con un pianto misto di gioia, di gratitudine e di speranza.
Non esitai, gli chiesi tutto quello che potevo, gli dissi che erano anni che lo aspettavo e che gli avevo scritto una canzone.
Lui mi disse tutto quello che può dirti un ragazzo delle nostre parti, con la solita triste frase finale: “Sono in cerca di lavoro”… lo trovò, in chiesa da un caro fratello amico… poi il lavoro finì… ed Enzo, purtroppo andò di nuovo via.
Io continuo a leggere quella canzone e a pregare… qualche volta a piangere... questo è tutto quello che posso.
Meno male che Gesù può di più ed in Lui io confido.

Responsabile canto bimbi:
Lucio D’Alessandro



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