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martedì 11 maggio 2010

Haiti: una scossa al vodoo




Il sisma che qualche mese fa ha colpito una delle piu’ belle isole dell’arcipelago caraibico potrebbe aver ucciso piu’ di centomila persone. Epicentro del terremoto, a quindici chilometri dalla capitale Port-Au-Prince.
Le scene viste dai primi soccorritori delle organizzazioni umanitarie, immediatamente intervenute come supporto alle autorita’ locali, sono quelle di un totale devastamento dell’area geografica colpita. I danni all’ambiente ed alle strutture sono inquantificabili.

Il premier Jean Max Bellerive in un’intervista lasciata alle reti televisive mondiali afferma: “Alcuni quartieri sono stati distrutti completamente, non si vede piu una persona in strada”. Alle sue parole hanno fatto eco quelle del presidente Rene’ Preval che ha detto: “E’ una vera catastrofe, il paese e’ ridotto in macerie!!!!”.

L'ospedale da campo donato dall'Argentina, è l'unica struttura ospedaliera funzionante ad Haiti. Daniel Desimone, capo dell'ospedale, gestito dalla missione Onu afferma "Tutti gli altri ospedali sono crollati. Siamo stati totalmente sopraffatti dal numero dei feriti". Subito dopo il sisma la struttura ha curato 800 feriti e nelle prime 12 ore sono state effettuate più di 100 interventi.

Ingenti risorse finanziarie sono arrivate dalle organizzazioni umanitarie mondiali, che hanno previsto numerosi eventi volti proprio alla raccolta di fondi per l’acquisto di beni di prima necessità e per l’avvio di una lenta ma auspicata ricostruzione. Anche le organizzazioni religiose, come le Assemblee Di Dio in Italia e tante altre, hanno aderito a questa importante iniziativa, raccogliendo offerte libere dalle diverse comunità che le compongono.

Ma la scossa sismica non ha colpito Haiti solo sotto il profilo geologico. Il paese, a detta del console haitiano a San Paolo (brasile), è stato colpito dal VOODOO (la religione afroamericana che pratica riti esoterici e sincretici). Il rappresentante dell'isola caraibica a San Paolo si è lasciato sfuggire una serie di dichiarazioni imbarazzanti al microfono di una radio locale che lo intervistava. Prima che cominciasse la trasmissione in diretta, e senza rendersi conto che il microfono all'occhiello funzionava già, Georges Samuel Antoine si è girato a parlare con un altro diplomatico haitiano che lo accompagnava e ha detto: «I nostri africani, a forza di darci dentro con il voodoo, hanno fatto questo disastro.

Dietro queste affermazioni si può intuire che il popolo haitiano, pur essendo consapevole dei riflessi negativi che le pratiche esoteriche del VOODOO hanno sulla società e sulla situazione spirituale dei singoli individui, continua a ricorrere a queste “pratiche religiose”.

Notizie che arrivano dalle zone colpite, ci informano che, dopo il terremoto, molte persone stanno tentando di allontanarsi da queste pratiche negative, per avvicinarsi alla fede cristiana evangelica. A testimonianza di questa affermazione, un’intervista rilasciata alla redazione di SLMAGAZINE di una fedele emigrata in Italia diversi anni fa, ci informa che i pochi cristiani che vivono e sono sopravvissuti all’inaspettata catastrofe naturale, si impegnano quotidianamente nell’attività di evangelizzazione e soccorso sia spirituale che fisico. Le chiese evangeliche crollate a causa del sisma sono circa 18, nella zona di Siloe, il pastore evangelico Lamerique, uno dei pionieri del movimento cristiano evangelico haitiano, ha perso la vita sommerso dalle macerie. Attualmente la situazione infrastrutturale è precaria, gli enormi sacrifici finanziari sopportati dai fedeli del posto per la costruzione di quei semplici locali di culto, sono andati persi a causa del sisma. Ma il popolo di Dio non si arrende, infatti, le riunioni di culto continuano ad avere luogo sotto le tende fornite dagli addetti ai soccorsi dando luogo ad una naturale evangelizzazione…

Come si legge dalle Sacre Scritture: “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” infatti come per le zone colpite dallo tsunami qualche anno fa, anche Haiti potrebbe in questa situazione drammatica scoprire la Potenza salvifica di Gesu’ Cristo che trova spazio nei cuori in difficoltà.

Il fatto che successivamente al terremoto molti si siano avvicinati concretamente all’Evangelo ci incoraggia a pregare ed a comprendere ancora una volta che nelle difficoltà più estreme Il Signore è sempre con noi per farci crescere, per farci comprendere per farsi “conoscere”.

Continuiamo a pregare “e per chi ha la possibilità” a dare un aiuto concreto a questo popolo, certi che tra qualche anno arriveranno buone notizie di un risveglio da parte dello Spirito Santo proprio nei luoghi dove oggi c’è soltanto desolazione.

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